A Wheels&Heels si racconta Alessandra Neri, donna di motorsport da poco tornata a Race Anatomy, pilota, giornalista e istruttrice, volto noto di Sky, Alessandra si è cimentata in molti ruoli e la sua vita è legata al motorsport a 360 gradi, conosciamola insieme!

 

  • Ciao Alessandra, è un grande onore e piacere poterti intervistare, se parliamo di motori in cosa è impegnata ora Alessandra Neri.

Ciao, attualmente sono in pausa con il mondo dei motori perché esattamente un anno fa sono diventata mamma di Giacomo. La passione ovviamente non è svanita, anzi… ho semplicemente preso una pausa. Questo non significa che non segua il motorsport o che non mi interessi più, anzi, proprio in quest’ultimo periodo sto pensando di rimettermi in gioco e ovviamente il mio sogno sarebbe quello di rimanere nel campo.

  • Parlaci di come è nata la tua passione e dei tuoi inizi nel mondo della competizione, hai avuto modo di gareggiare sia con ruote scoperte e coperte, hai una preferenza tra i due?

Ho iniziato a gareggiare per “gioco” in Go Kart quando avevo 9 anni. Ovviamente essendo così piccola la passione è stata trasmessa da mio padre. Successivamente, nel 2006 ho iniziato con le ruote scoperte e nel 2008 con le coperte. Faccio fatica a dire quale sia la mia preferita, con le ruote scoperte ho corso solo con la Formula Azzurra (l’attuale F4) quindi propedeutica. In Gran Turismo, invece, oltre ad aver corso in varie categorie e con vari brand, ho corso per più tempo quindi mi ritengo molto più esperta.

Alessandra Neri

Alessandra Neri

  • A dicembre 2018 hai gareggiato nella 24 ore di Adria con un equipaggio tutto al femminile, parlaci di questa esperienza e se tornassi a pieno regime nelle corse, in quale campionato vorresti partecipare?

E’ stato il mio “rientro” dopo la gravidanza e non sapevo nemmeno io cosa aspettarmi. E in più per me è stata più che una 24 ore, perché nel tempo libero allattavo Giacomo (!!).
Con le ragazze mi sono trovata benissimo, non avevamo troppe pretese, il nostro unico obiettivo era quello di passare sotto alla bandiera a scacchi e così è stato dopo ventiquattro ore davvero intense.
Se dovessi tornare, mi piacerebbe con le ruote coperte. Non per forza in Gran Turismo, ma anche con le turismo: per quanto abbia alle spalle poche esperienze con le trazioni anteriori sono divertenti!

  • Poco tempo fa hai avuto la possibilità di provare una Formula E, che ne pensi della vettura? Cosa ci puoi raccontare? Se ti chiedessero di partecipare?

Da qualche anno collaboro con Conti Editori, e ad aprile sono andata a Magione proprio per loro a testare la Formula E del DS Automobile TECHEETAH Team. E’ stato emozionante risalire su un formula dopo così tanto tempo, ma soprattutto una così particolare: elettrica e silenziosa.
La vettura è molto bella, ha pochissima aerodinamica (quasi nulla), mi aspettavo una vettura molto pesante, e sì, leggera leggera non è, ma la coppia del motore elettrico fa immediatamente dimenticare questo particolare. Il particolare che mi ha colpito di più è quello che, da sempre abituata a cambiare le marce in tutte le vetture da corsa che ho guidato, qui ci sono sì i paddle shift ma non per cambiare marcia, per varie operazioni manuali come il recupero di energia o per azionare il Launch Control. Se mi dovessero chiedere di partecipare prima mi assicurerei che inclusi ci siano test reali o al simulatore per togliere la ruggine!

  • Dopo le competizioni ti sei divisa tra due grandi esperienze, una di queste è stata essere istruttrice di Guida Sicura, raccontaci questa importante veste.

Tanti piloti durante la carriera agonistica intraprendono anche quella da Istruttore, e io ho iniziato nel 2011 presso la Scuderia de Adamich, con quale collaboro tutt’ora. Mi piace tantissimo insegnare, mi piace vedere ogni singolo partecipante al corso migliorare durante l’arco della giornata, ma soprattutto la soddisfazione quando il corso è terminato del risultato ottenuto e delle capacità sviluppate. Ma queste non sono le mie uniche soddisfazioni, sono infatti stata la prima donna istruttrice per il Corso Pilota, il corso ufficiale Ferrari di guida Sportiva.

  • L’altra esperienza è legata al giornalismo, passando dalla collaborazione con AM e con l’Editoriale C&C , importante è stata ed è tutt’ora la tua presenza nel team di Sky F1. Com’è nato tutto e raccontaci le emozioni di poter raccontare e vivere il motorsport dal punto più alto quello della F1.

La collaborazione con Editoriale C&C e successivamente con AM (Conti Editori) è nata per caso, conoscendoli durante un evento in pista nel quale ero un istruttore. Inizialmente per fare dei video per il loro canale YouTube e poi, solo successivamente, anche come giornalista sulle riviste. Con Sky, invece, mi hanno contattata quando cercavano volti nuovi del MotorSport da poter inserire come Talent nei vari programmi. Ho imparato tantissimo in questi anni facendo parte del team di Sky Motori, e se ci penso, ancora oggi, non mi sembra vero di aver commentato per tanti anni campionati di prestigio in diretta oppure aver detto la mia nel programma di analisi post gara.

  • Il motorsport è un mondo che nasce maschile, ma ora per passione e competenze le quote rosa stanno aumentando. Spiegaci un po’, secondo la tua esperienza, le varie difficoltà e i vantaggi, collaborazione e conflitti con la sfera maschile, come li hai vissuti in tutti gli ambiti e i ruoli ini cui ti sei cimentata.

Che sia un mondo prettamente maschile è un dato di fatto. Tant’è vero che, per quanto siano aumentate negli ultimi anni, noi donne siamo mosche bianche nel paddock e nelle griglie di partenza. Al contrario di altri sport motoristici, l’automobilismo non suddivide i campionati, quindi per forza se una ragazza è appassionata deve cimentarsi in campionati misti. Detto questo, sicuramente il vantaggio principale è la visibilità, proprio per il fatto che siamo così poche. Quindi i contratti con sponsor/team possono essere più semplici. Al contrario, pur essendo nel 2019, ci sono ancora tante persone che non pensano sia un posto per noi ragazze; dipende la persona in questione che ruolo ha. Ogni anno ci sono tanti programmi che però cercando di risaltare noi ragazze (prima tra tutte la W Series) e questo fa solo bene al motorsport, indipendentemente se donne o uomini.
Non nego che negli anni ci siano stati periodi un po’ più complicati (il mio anno più difficile da questo punto di vista è stato nel periodo dell’adolescenza, quindi nel karting). Da quando siamo cresciuti, sarà per via dei risultati ma anche per via dell’età sono sempre stata trattata e rispettata come tutti.

Alessandra Neri

  • Cosa consiglieresti a una ragazza che vuole avvicinarsi al motorsport e svolgere anche solo una delle attività che hai avuto modo di svolgere.

Ogni singolo ruolo ha una storia e può essere intrapreso con più o meno esperienza alle spalle.
Per l’istruttrice, purtroppo (o meglio dire per fortuna) si deve avere un background nel mondo delle competizioni. Quindi, qualora lo si abbia, basta candidarsi presso le varie scuole.
Per diventare giornalista, non bisogna per forza avere un passato nel motorsport – anzi, quasi tutti i giornalisti che ho conosciuto durante gli eventi non ce l’hanno. Basta quindi la passione e una buona conoscenza delle macchine e ovviamente una “buona penna”.
Per le competizioni, sicuramente consiglio di iniziare con il Go Kart, è la miglior scuola. Dopo di che, una volta arrivati alle macchine da corse, consiglio qualche corso di gruppo o individuale in pista.

  • Far combaciare vita lavorativa e quotidiana è sempre difficile, ora ancor di più che sei moglie e mamma, tu sei una donna molto dinamica, come riesci a conciliare il tuo lavoro e la tua vita “da donna”? Tornare per esempio in pista ora, cosa vorrebbe dire per te?

Non ho mai avuto difficoltà a conciliare la mia vita privata a quella da pilota, forse anche perché ho accanto una persona che capisce il mio lavoro e la mia passione. Per questo, le lunghe trasferte all’estero non sono mai state un peso, né per me né per lui. Quindi tutto dipende da chi hai accanto. Da quando sono diventata mamma, invece, tutto è cambiato. Sapevo perfettamente che tutto sarebbe stato diverso, soprattutto i primi anni. Quindi, ora che la mia vita è per la prima volta sedentaria, faccio un po’ fatica a volte ma comunque sono molto felice. Come dicevo inizialmente, infatti, ora vorrei riuscire a trovare un occupazione un po’ più fissa (non dal punto di vista contrattuale, ma dal punto di vista di stabilità come luogo) ma sempre nel mondo del motorsport – magari un po’ di più dal punto di vista organizzativo.

  • Cosa ne pensi dell’attuale ruolo delle donne nel motorsport? E cosa ne pensi dei progetti attivati a favore dell’avvicinamento di bambine e ragazze al motorsport, da Dare to Be Different alla neonata W Series? Potranno servire? Tu cosa faresti per agevolare l’aumento delle quote rosa?

Sicuramente tutte queste iniziative aiutano e aiuteranno molto. Il “problema” di questo sport è che se si è giovani e non si hanno i genitori appassionati è praticamente impossibile avvicinarcisi. Inoltre, il budget (come per i ragazzi) è determinante. Quindi è giusto che vengano attivati progetti come Dare to be Different per avvicinarsi, ma come la W Series per esaltarne le capacità e avvicinarle sempre più alla main series, che è la F1.

  • Alessandra tra ieri e domani…una vittoria già conquistata e un sogno per il futuro.

Non credo sinceramente che il mio futuro sia da pilota, se non per gare spot come è successo in questi ultimi anni (gare su invito, magari sulle vetture stampa). Mi vedo di più “dietro” alla gara/evento in sé. Sono più di 20 anni che respiro gas di scarico, quindi l’esperienza non mi manca e credo che sotto questo punto di vista potrei dire la mia!

Alessandra Neri

Alessandra Neri

  • In ultimo scrivi una frase che ti rappresenta

Una frase dell’Alessandra mamma (che dorme poco) BARCOLLO MA NON MOLLO!
Una frase dell’Alessandra nel Motorsport SE SEI INCERTO TIENI APERTO!

Un grande ringraziamento ad Alessandra Neri che ha condiviso con noi la sua storia permettendoci di conoscere diversi volti e ruoli nell’ambiente motoristico.

Anna Mangione