A raccontarsi a Wheels&Heels è la volta di Serena Rodella, protagonista di un campionato che non tutti conoscono a fondo e che tramite lei impareremo a conoscere, è Campionessa  italiana 2017 della formula off road e ci racconta se stessa e la sua passione!

  • Ciao Serena, se parliamo di motori e motorsport in cosa è impegnata Serena Rodella?

Ciao, attualmente sto partecipando al Civf – Campionato Italiano Velocità Fuoristrada in Formula Fif e al Trofeo Italia Unicef 4×4.

  • Come è nata la tua passione per i motori? E quando hai deciso che i motori e il motorsport avrebbero fatto parte della tua vita?

La mia passione per i motori è nata un po’ per caso nel 2016, partecipando ad una garetta tra amici organizzata dal comune di Mezzana Mortigliengo (BI) in una piccola pista creata in un prato.
Avevo partecipato nel 2015 e mi ero divertita molto, l’anno successivo il mio allora fidanzato mi ha detto: “Se ti piace correre perché non ti prendi un fuoristrada e provi a farlo seriamente?”. Non me lo sono fatta ripetere due volte, abbiamo trovato una macchina e mi sono iscritta per la mia prima gara al Civf a luglio 2016. Non ero mai salita prima su un fuoristrada ed ero un po’ spaventata…ma l’ho amato dal primo momento.

  • Campionessa italiana 2017 della formula  off road, sei rientrata dopo un anno, in un campionato davvero interessante e purtroppo non molto conosciuto, il Campionato italiano velocità fuoristrada, aiutaci a conoscerlo, di cosa si tratta e come si svolgono le gare.

Il Civf è un campionato di velocità fuoristrada, corriamo in piste tecniche e veloci, crossodromi o in piste create nei boschi. Sono gare spettacolari con salti e ostacoli, muri di pietra, salite incredibili e discese che a piedi non potresti fare. Ad oggi ci sono a calendario 6 gare all’anno disposte in tutta Italia, si svolgono nel weekend, sabato prove libere e cronometrate e prime due manche, domenica 3 manche. L’ultima gara è stata a Ceriano Laghetto, per la prima volta con una prova in notturna. Da vedere, la spettacolarità è assicurata.

  • Come mai questa scelta cosi alternativa? Raccontaci un po’. Hai mai pensato di passare dallo sterrato al rally o al circuito? Ti piacerebbe?

Mio marito ha corso e corre tuttora nel mondo del fuoristrada, è stato lui a convincermi a provare. La mia prima gara è stata emozionante, non ero mai salita prima su un fuoristrada, ero nervosa e un po’ spaventata. Dal quel momento non ha più smesso, le corse ti entrano nel sangue, l’adrenalina, la competizione, diventano parte di te. Ho scoperto lati di me che non conoscevo, la determinazione, la grinta, il desiderio di sfida e la voglia di superare i propri limiti. Ho provato nel 2018 a fare una gara di regolarità chiamata Biella Classic, non eravamo preparati ma mi sono divertita molto anche se ho fatto il navigatore. A settembre dello scorso anno mi sono sposata e come viaggio di nozze abbiamo partecipato alla Cronoscalata su Terra di Tandalò, in Sardegna, 13 km di trasferimento e 5 km in salita su fondo sterrato in prova speciale sulle strade del mondiale rally. Una delle gare più belle mai fatte. Tutto ciò che ha un motore mi affascina, mi piacerebbe
provare tutto.

  • Il mondo dei motori è un mondo che nasce maschile, ma ora per passione e competenze le quote rosa stanno aumentando, spiegaci un po’ cosa ne pensi  e la tua esperienza tra difficoltà e vantaggi, collaborazione e conflitti con la sfera maschile dal punto di vista della preparazione. Hai qualche aneddoto da raccontarci?

E’ un modo prettamente maschile è vero, un po’ per volta stiamo aumentando, ma è ancora strano vedere una donna correre nel nostro ambiente, siamo esemplari rari. Guidare un fuoristrada a livello fisico è molto impegnativo, ci manca un po’ di forza rispetto agli uomini, ma abbiamo altre qualità, arriviamo lo stesso. Quando ho iniziato a correre sono stata accolta tra i piloti nel migliore dei modi, non ho avuto alcuna difficoltà ad integrarmi nel gruppo, quello del fuoristrada è un bell’ambiente. Ho trovato ottimi compagni di avventure e amici veri che mi hanno insegnato e dato ottimi consigli. Ce le diamo di santa ragione in pista, ma a gara finita ci si trova tutti insieme a far festa. Uno dei ricordi più belli che ho riguarda la mia seconda gara, pista di Veglio, la più tecnica e impegnativa del Campionato. Ero impegnata in una discesa e la macchina si è scomposta, ho preso una pianta e sono rotolata giù per una riva. La macchina era distrutta…sono uscita con il trattore e fuori una squadra di amici meccanici e piloti mi aspettavano, in un’ora l’hanno rimessa insieme e ho potuto finire la gara. Questo è lo spirito che si respira in pista.

  • Cosa ne pensi dell’attuale ruolo delle donne nel mondo dei motori e del motorsport e delle iniziative che stanno nascendo? Tu cosa faresti per avvicinare bambine e ragazze?

Penso che le donne possano fare tutto se lo vogliono, abbiamo le capacità e la grinta per gareggiare, al pari degli uomini. E’ bello che ci siano delle iniziative che fanno conoscere questa nicchia. Per avvicinare bambine e ragazze proporrei dei giri in pista con i piloti, per vedere com’è, cosa si prova, anche se guidare è un’altra storia.

  • Far combaciare vita lavorativa e quotidiana è sempre difficile, a maggior ragione se ci sono weekend in pista e gare, come riesci a conciliare il tuo lavoro e la tua vita “da donna”?

Non è facile, ho un lavoro a tempo pieno e sono fuori casa tutto il giorno, ho dovuto imparare a dare priorità a ciò che mi rende felice, se siamo via per una gara e la casa resta un po’ in disordine pazienza. Quando torniamo poi, tutto diventa un campo di battaglia con tute e caschi, la macchina da lavare, ma un po’ per volta si sistema, ci si organizza un po’. Corriamo in due quindi lavoro doppio, ma per fortuna mio marito mi da una mano.

  • Serena tra ieri e domani…una vittoria già conquistata e un sogno per il futuro.

Riassumo tutto spiegando che ho dovuto sospendere le gare per problemi di salute, il mio sogno per il futuro è di riuscire correre e migliorare sempre di più, e avere sempre il coraggio di affrontare le sfide che mi troverò inevitabilmente davanti. Correre mi ha aiutata a capire che i limiti si possono superare con forza di volontà e determinazione, non si deve mai mollare.

  • In ultimo scrivi una frase che ti rappresenta.

Non è coraggio se non hai paura.

Un ringraziamento a Serena per averci permesso di  entrare in questo campionato con una grande rappresentanza femminile e conoscere di più lei e l’ambiente che la circonda, a breve altre sue colleghe si racconteranno a Wheels&Heels.

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