VETRIOLO DOPO MONZA, TRA VETTEL, RAIKKONEN ED UNA FERRARI ANCORA INFERIORE

Dopo quanto visto a Monza credo ci siano importanti riflessioni da fare e che forse ci siamo fatti sfuggire a causa della nostra passione; e non parlo solo dei tifosi Ferrari ma anche di quelli Mercedes; essere accecati dai sentimenti sportivi può capitare anche ai giornalisti ed essere oggettivi è alquanto difficile ma vediamo di provarci in qualche modo. Per farlo partiremo dalla fine della gara, andando a ritroso fino ad alcune considerazioni partite ad inizio campionato.

MONZA E IL PUBBLICO

Lo spettacolo che offre la pista di Monza e del suo pubblico è qualcosa di unico al mondo, paragonabile, forse, solo a quanto accade a Silverstone; bandiere, cori, un’atmosfera veramente unica che sorge dalla passione delle decine di migliaia di spettatori; tuttavia i fischi ad Hamilton e Verstappen sono assolutamente da condannare in quanto troppo lontani da una cultura sportiva e motoristica che dovrebbe essere nel dna di chi si reca in un autodromo; eppure bisogna anche capire che il caldo popolo Italico è ben diverso dal freddo popolo Anglosassone; ad Hamilton non sono state perdonate alcune ‘uscite’ molto fastidiose; la prima è relativa al contatto con Raikkonen a Silverstone, quando Lewis ipotizzò si fosse trattato di qualcosa di volontario; la sua seconda molto più grave dichiarazione è relativa a presunti imbrogli della Ferrari che non sarebbe conforme al regolamento. I tifosi Italiani non sono proprio degli imbecilli e se il rivale è antipatico perché ti batte (come sempre accade…) lo si può e deve comunque applaudire, ma se oltre questo si lascia andare a dichiarazioni antisportive allora si merita tutto il disprezzo possibile.

SUPERIORITA’ TECNICA FERRARI, OVVERO UNA FAVOLA

E’ quasi divertente osservare tecnici e giornalisti mentre si cimentano nel cercare di capire e addirittura ‘misurare’ la potenza delle PU di Ferrari e Mercedes, e lo sono ancora di più quando vogliono a tutti i costi indicare quale delle vetture sia superiore in questa stagione. Innanzitutto una vettura è superiore alle altre in base alle sue performance totali, il così detto ‘pacchetto’ termine che indica una miriade di caratteristiche non sempre facilmente individuabili se non si è all’interno della squadra, pacchetto che poi è più o meno efficiente a seconda delle piste. Le gomme di Raikkonen, che ricordiamo ha fatto la pole a Monza, erano distrutte a fine gara ed in molti hanno detto e pensato che il motivo era dovuto soprattutto a quel suo inseguire Bottas per molti giri nell’inutile tentativo di passarlo; di fatto il pilota Mercedes avrebbe fatto da tappo per far distruggere le gomme di Kimi e farlo poi raggiungere da Hamilton, tutto questo in parte è vero. Ma andiamo a vedere i distacchi. Raikkonen raggiunge Bottas al giro 29, in quel momento il suo gap è di 1.209 sec. il pilota Ferrari aveva cambiato le gomme al giro 20 passando dalle SuperSoft alle Soft; in quel momento invece Bottas aveva le SuperSoft con cui era partito; l’inseguimento di Kimi a Bottas termina esattamente al giro 36, quindi 7 passaggi durante i quali il gap tra i due è stato sempre intorno ai 7-8 decimi di media, ecco i tempi del driver Mercedes

29 1:24.551
30 1:24.370
31 1:23.847
32 1:24.157
33 1:24.762
34 1:24.560
35 1:24.090

Da notare come non abbia subito un degrado prestazionale di rilievo ed anzi termina con un timing di tutto rispetto e più basso di mezzo secondo dal giro iniziale. Questo dimostra che precedentemente aveva rallentato per farsi raggiungere da Raikkonen ma dimostra anche che la Ferrari non era assolutamente la vettura più forte a Monza, Kimi con gomme (anche se soft) più nuove e con una vettura che tutti indicano come superiore, e con la pole in tasca, avrebbe dovuto passare facilmente Bottas, ma questo non solo non gli è riuscito, ha addirittura distrutto gli pneumatici, tanto da essere passato da un doppiato (Sirotkin) ovvio che Hamilton ne ha fatto un sol boccone passandolo con facilità e di certo non con una manovra da cineteca. Se partiamo dall’idea che Bottas sia forte almeno quanto Raikkonen e che quest’ultimo aveva gomme più fresche; vettura più prestazionale, l’ala mobile, ed un pacchetto migliore, perchè Kimi non ha superato Bottas? Ci sono solo 2 possibilità, Bottas è un super-driver, la Mercedes è stata superiore alla Ferrari, ma non solo a Monza, visto come tratta le gomme; il resto sono solo speculazioni da tifosi che non vanno a guardare i numeri…

VETTEL E QUELLA STRANA INSTABILITA’ EMOTIVA

Anche se prendersela con Vettel è diventata una moda, dobbiamo capire che è molto più difficile gareggiare con una Ferrari piuttosto che con una Mercedes od una Red Bull, la pressione è altissima e i media sono sempre pronti a ‘versare il sangue’ del colpevole; questo vale soprattutto quando la Rossa è in lizza per il titolo; nelle altre stagioni, spesso annate mediocri, nel mirino ci sono i dirigenti; insomma salire sulla monoposto del Cavallino è rischioso in qualche modo; si può arrivare alle stelle oppure finire nella polvere; non ci sono vie di mezzo e questo ha a che fare con il carattere latino degli Italiani ma anche col simbolo che rappresenta la Ferrari, una sorta di ‘Nazionale’ dello sport motoristico ai massimi livelli.

Detto questo è oramai chiaro a tutti che Vettel non è quel campione freddo e deciso che tutti si aspettavano, appare invece alquanto emotivo ed a volte anche poco lucido; vero che tutti sbagliano, anche i grandi campioni, ma in genere la somma massima dei loro errori si verifica ad inizio carriera non dopo la conquista di ben 4 mondiali. Il fatto poi che Vettel abbia fino ad oggi sponsorizzato Raikkonen come il ‘compagno perfetto’ fa sì che ci siano dei forti interrogativi sulle scelte della dirigenza che dovrebbe scegliere i driver in base ad altri parametri. Questo non vuol dire che Kimi non sia all’altezza della Ferrari, ma forse alla sua età, come avevamo scritto nel 2017, era il caso di mandarlo via e mettere in vettura un giovane; anche Giovinazzi, per un paio di stagioni; per fargli fare esperienza ed ‘aiutare’ Vettel nel difficile compito di lottare contro una vettura tecnicamente superiore ed un pilota, Hamilton, fortissimo e che non sbaglia quasi nulla. Ma Vettel avrebbe accettato di misurarsi non un giovane rampante? Il sospetto è che questo mondiale, come quello del 2017, stia scivolando via perché non si è stati abbastanza cinici e spietati.

Marco Asfalto

Foto Andrea Bonora  e Federico Basile

 

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