Tecnica Formula 1 – Mercedes chiama Ferrari risponde…

Silverstone è una di quelle piste “maledette” in cui è sempre difficile trovare un equilibrio tra la parte veloce e quella lenta. Solitamente, negli ultimi anni, i team, anzichè cercare un setup di compromesso totale, scelgono di privilegiare i rettilinei, sacrificando la guidabilità nella sequenza di curve e cambi di direzione, lasciando al “manico” dei piloti, la gestione di un probabile sottosterzo. Inoltre il clima inglese può regalare sorprese anche in estate. Non è raro infatti che l’asfalto inglese sia freddo anche d’estate o regali inaspettati scrosci.

Ferrari porta alcune modifiche, molte delle quali, immaginiamo, diverranno una costante su tutte le piste. Il fondo infatti, che dall’anno passato ha visto apparire dei soffiaggi che corrono lungo il bordo esterno, col compito di creare una minigonna pneumatica che sigilli la zona sottostante, hanno visto aumentare il numero di slot e la loro disposizione, con l’ultimo set di aperture che si armonizza con quelle che vanno a controllare il tire squirt. Leggi l’articolo di approfondimento sul nuovo fondo 

 

Capitolo a parte merita il fondo che, praticamente ad ogni gara, subisce piccole modifiche. Quasi impossibile che le estremità siano uguali in due piste (ed a volte anche tra pilota e pilota), con modifiche aereodinamiche che, ci scommettiamo, sono davvero difficili da percepire, sia cronometricamente, che col feeling dei piloti per la vettura.

 

Molto aderente il vestito, visto appunto le basse temperature previste, con la zona alta della coca-cola, vicino al marchio del Quadrifoglio, che ha un ingobbamento verso il basso, migliorando l’aereodinamica ma riducendo l’evacuazione del calore.

 

Capitolo a parte merita la sospensione posteriore: senza avere tutte le geometrie ed i dati Ferrari, è impossibile capire se la nuova geometria favorisca il comportamento della vettura in curva o se serva per aumentare ulteriormente il comportamento derivante dall’assetto Rake. In ogni caso, le winglet montate sui cestelli freni posteriori (che nel 2019 spariranno da regolamento) sono state modificate per gestire meglio i flussi in quella zona particolarmente delicata, visto che la meccanica e l’aereodinamica in quella zona, devono scendere a compromessi.

 

Foto Albert Fabrega Twitter @AlbertFabrega

Ala a cucchiaio anche su questo circuito, per sfruttare il diverso comportamento dei flussi d’aria, quelli della parte centrale che scorrono sul cofano motore e quelli laterali che sono più “liberi” e hanno una direzione simile a quella dell’avanzamento vettura.

di @WernerJrQuevedo video Salvatore Asero  

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