Tecnica del GP della Malesia 2017 di F1. Evoluzione del “Barge-board” introdotta dalla Ferrari sulla SF70 H.

In occasione della quindicesima prova del Campionato Mondiale di F1 2017 che si corre questo fine settimana sul circuito di Sepang in Malesia, il team Ferrari ha introdotto una serie aggiornamenti aerodinamici della propria “SF70 H” che interessano tanto la zona dei barge-boards,

quanto quella dell’air-scoop che provvede al raffreddamento del motore.

Per quanto riguarda i barge-boards, profili aerodinamici dalla foggia sempre più complessa posti a valle delle ruote anteriori ed a monte delle fiancate, simmetricamente rispetto al cockpit, ricordiamo che essi hanno, tra le altre funzioni, quella di agire da “air conditioners” che provvedono a “ripulire” (rendere più laminari) e reindirizzare i complessi vortici d’aria turbolenta provenienti dall’avantreno e diretti alla zona frontale ed inferiore dei pontoni laterali, al fine di garantire un ottimale raffreddamento ed un ridotto drag. Contemporaneamente essi agiscono come “generatori di vortici”, energizzando la vena fluida che viene indirizzata verso il basso (a ciò contribuisce la loro forma trapezioidale) attorno alle fiancate, dove interagisce con i deviatori montati lateralmente agli inlet dei radiatori per sigillare quanto più possibile il flusso a bassa pressione del sottoscocca, vitale per la produzione di downforce.

Foto Auto-motor-und-sport.

Dalle prime immagini “rubate”, si evince che il team di Maranello ha mutato la foggia del sofisticato barge-board, che conserva i due slot verticali ma il cui miniprofilo più avanzato presenta un bordo superiore semicurvo ad andamento leggermente digradante verso il posteriore (mentre in precedenza era perfettamente orizzontale), raccordandosi più dolcemente ai due semiprofili retrostanti, forse per aumentare l’effetto di downwash. Il profilo in questione è stato altresì “scavato” nella zona bassa anteriore e gli è stato affiancato un nuovo pannello verticale a forma di “boomerang”, che aiuta a creare con il profilo preesistente un canale che fa “sfogare esternamente” la  vena fluida a più alta pressione che scorre sul dorso interno.

Esternamente, alla base del nuovo profilo a boomerang sono presenti cinque microflap inclinati verso il basso che, se pure creano localmente un effetto di assai modesta “portanza”, valgono probabilmente ad energizzare la vena fluida diretta verso il posteriore, creando dei piccoli gradienti di pressione che a loro volta generano un piccolo vortice diretto verso il basso (la presenza di più mini profili separati genera meno drag di un profilo unico più esteso, permettendo angoli di attacco più favorevoli).

Tali mini flap sostituiscono le “lame” di scuola Mercedes, ricavate sempre sul “bottom edge” del deviatore di flusso ed utilizzate dal team italiano sino al GP di Singapore, lavorando di concerto con i profili di valle con la finalità di ritardare la separazione dei flussi, isolare per quanto possibile la parte anteriore/inferiore del fondo nella parte anteriore delle fiancate, schermando il prezioso flusso d’aria a bassa pressione che scorre al di sotto della vettura e favorire (in quale misura ciò avvenga è noto solo ai progettisti ed ai tecnici in pista, gli unici in grado di poter misurare correttamente i fenomeni descritti e la portata delle innovazioni introdotte) l’adozione di angoli di rake più aggressivi e profittevoli.

 

Andrea SOLIMINI

 

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