Notizie Formula 1 – Olio e veleno

Ne ferisce più la penna che la spada, è proprio il caso di dirlo, perché in questa Formula uno tutto sembra condizionato da una serie di “botte e risposte”, il cui inizio è, senza ombra di dubbio, attribuibile alla famigerata lettera di chiarimenti inviata da Simone Resta sull’utilizzo di sospensioni “pseudo-intelligenti”, alla quale è seguito, puntuale, il veto della FIA.

Dopo la missiva in questione è seguita un’altra richiesta di chiarimenti, stavolta inviata dalla Red Bull la quale richiedeva se fosse legale utilizzare olio lubrificante direttamente nella camera di combustione ed anche in questo caso la risposta della Federazione, nella TD / 004-17, è stata quella che in nessun caso è consentito l’utilizzo dell’olio come carburante.

Infine, inspiegabilmente, prima del Gran Premio di Baku, la Federazione interviene ancora sull’argomento, in primo luogo ribadendo il concetto espresso nella precedente risoluzione:

“Vorremmo ricordarvi che, come precedentemente indicato in varie riunioni e ribadito in TD / 004-17, consideriamo che l’uso dell’olio come carburante è vietato dal Regolamento Tecnico”.

“Per evitare qualsiasi dubbio, ribadiamo che l’unico carburante che può essere utilizzato per la combustione è la benzina e le caratteristiche consentite sono state chiaramente definite nell’articolo 19 del Regolamento Tecnico”.

Ma successivamente chiarisce anche che:

“Sebbene il Regolamento Tecnico non specifichi quali sono le caratteristiche consentite per l’olio motore usato in F.1, considereremo qualsiasi tentativo di utilizzare componenti o additivi all’olio al fine di migliorare la combustione come una violazione delle norme”

Ovvio, quindi che vi sia stata una qualche pressione affinché venisse posto sotto la lente di ingrandimento anche l’aspetto legato ad eventuali additivi aggiunti all’olio lubrificante, un aspetto dove viene espressamente riconosciuto che il regolamento non prevede nel dettaglio.

Con la premessa di cui sopra, mi sono riproposto di collazionare tutte le notizie ed indiscrezioni che, in qualche modo, si sono susseguite nel tempo e devo dire, che il risultato appare alquanto interessante e si presta alla più svariate interpretazioni.

In un primo momento la lettera di chiarimenti inviata dalla Red Bull sembrava volesse chiamare in causa la Mercedes, il team che più di tutti sembrava utilizzare il sistema di arricchire la miscela aria-benzina con olio lubrificante, al fine di migliorare la combustione ed ottenere, quindi, un surplus di potenza, tuttavia, la Renault, a mezzo di del managing director di Renault Sport F1 Cyril Abiteboul, chiarisce che non vi era un particolare team sotto accusa, nel frattempo diventa cosa nota che in un evento occasionale ed irripetibile, si era verificato al banco un trafilaggio dell’olio lubrificante in camera di combustione che aveva determinato un picco di potenza di circa 60 cavalli in più rispetto al normale utilizzo della sola benzina come carburante, quasi a voler giustificare la richiesta come un qualcosa legato alle proprie necessità e non a costituire un atto di accusa verso un determinato team.

L’epilogo vi è stato a Baku, dove Christian Horner ed Helmut Marko non hanno esitato a puntare il dito contro la Ferrari, rea di utilizzare degli additivi in uno dei serbatoi del lubrificante al fine di migliorare la combustione in talune fasi di gara, tuttavia sembra che la protesta (non ufficiale) sia stata avanzata dalla stessa Mercedes che sarebbe stata “imbeccata” dall’ex dt Ferrari James Allison.

Questi la ricostruzione dei fatti, sui quali vorrei fare solo alcune osservazioni di carattere deontologico, perché la lettera di Simone Resta è stata inviata alla FIA prima dei test invernali, per cui il comportamento della Ferrari è stato ineccepibile, in quanto è stato dato tempo ai team di porre rimedio ad una soluzione tecnica che, inevitabilmente, poi sarebbe stata da considerarsi illegale, il tutto è stato fatto alla “luce del sole”, senza se e senza ma, invece la diatriba scatenata dalla Red Bull è alquanto subdola, in quanto, nonostante i ventilati propositi di “non belligeranza”, la richiesta è arrivata a campionato in corso, quando la Federazione, per forza di cose, non aveva gli strumenti necessari al fine di chiarire fino a quale limite era da considerarsi normale il consumo di olio lubrificante, un limite, allo stato incontrollabile; Se effettivamente è stata la Mercedes a sollecitare il secondo chiarimento, si tratterebbe di un comportamento ancora più subdolo, in quanto effettuato in forma anonima e mirato a tarpare le ali ad un altro competitor.

Detto questo, da un punto di vista tecnico si sono susseguite diverse ipotesi: per quanto riguarda la Mercedes, appare evidente che essa utilizzi l’olio lubrificante al fine di arricchire la miscela aria-benzina ed ottenere sostanziali surplus di potenza, così come si sarebbe verificato in Renault anche se in modo del tutto casuale, come sia possibile controllare questo consumo e come sia stato realizzato non ci è dato saperlo, tuttavia appare chiaro che, proprio per i limiti regolamentari, la Federazione non può effettuare dei controlli mirati, in primo luogo perché, di fatto non esiste un limite ben preciso che delimiti un “normale consumo dell’olio” ed in secondo luogo perché il sistema sarebbe utilizzato soprattutto in qualifica, dove in uno o due giri veloci, il consumo dell’olio sarebbe del tutto trascurabile;

Per quanto riguarda la Ferrari, invece, l’ipotesi più accreditata è che questa usi un secondo serbatoio, dedicato alla lubrificazione dell’apparato turbo-compressore, dove l’olio sarebbe “arricchito” con particolari additivi atti a migliorare la combustione; i cuscinetti a sfera del compressore, sarebbero stati sostituiti con dei cuscinetti idraulici e gli additivi, transitando per “osmosi” direttamente nel compressore, andrebbero ad arricchire la miscela aria-benzina, permettendo l’uso di mappature più spinte.

Se effettivamente le cose stessero come ipotizzato, appare evidente che né la Mercedes, né la Ferrari sarebbero da considerarsi legali alla luce delle direttive FIA, tuttavia, è altrettanto chiaro che a farne le spese sarebbe stata solo la Ferrari ed a mio modesto avviso, da un punto di vista sportivo, non è assolutamente tollerabile che vi sia una sperequazione tale. Poiché non vi è stata alcuna rimostranza ufficiale, bene avrebbe fatto la Federazione a non intervenire, riservandosi di chiarire la questione “a porte chiuse” e modificando il regolamento sportivo con norme più restrittive valide per tutti i competitors e non favorendo solo uno di essi.

Max Leon

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