NEWS F1 RACE ANALYSIS GP UNGHERIA FERRARI AL TOP!

Il circuito in cui si corre il GP d’Ungheria è uno dei più corti dell’intero Campionato; l’asfalto è molto abrasivo, le temperature in genere sono molto alte ed è difficile sorpassare; tutti questi fattori, ancor più che su altre piste, aumentano le possibilità di successo di chi parte in pole position; la Ferrari è riuscita a colmare questo GAP ‘secolare’ con le qualifiche grazie ad una partenza mostruosa di entrambi i Piloti che una volta conquistate le prime due posizioni hanno potuto spingere quasi a piacimento; Kimi Raikkonen doveva comunque fare i conti con i residui aerodinamici di Vettel e si è tenuto sempre a debita distanza; ricordo sempre come questo tipo di vetture, ancor più di quelle con gli scarichi alti del passato, disturbano non poco chi segue, infatti la vettura inseguitrice è spesso investita da aria ‘sporca’ e calda che va a degradare facilmente gli pneumatici soprattutto se già usurati e a mescola più morbida; la distanza ideale per non avere problemi è intorno ai 2 sec. di GAP; quindi 1 secondo sopra il limite di apertura del DRS, questo significa che pressare un avversario e non riuscire a passarlo dopo una manciata di giri equivale a rovinarsi una gara; ecco perché gli attacchi dovrebbero, in caso di maggiori performance, essere immediati e molto aggressivi, uno stile di guida che adotta spesso Ricciardo, il quale non esita e si getta nel sorpasso dopo un massimo di 2-3 tornate di ‘studio’… Questa sua caratteristica gli ha regalato dei successi, però in qualche caso ‘buttarsi’ davanti all’avversario in curva può essere negativo perché un contatto è sempre dietro l’angolo. Tutto questo è importante per capire quanto la Ferrari ne aveva più della Mercedes una volta passata al comando, perché se la vettura Tedesca fosse stata superiore, veramente superiore, Rosberg avrebbe fatto un sol boccone di Raikkonen; cosa non accaduta; a mio parere il Tedesco in alcune gare paga almeno 2-3 decimi al Compagno di Squadra e quindi in Ungheria gli è mancato quel guizzo per conquistare almeno una posizione; con la consapevolezza e la decisione di rimandare la cosa nel corso della gara adottando strategie che potessero mettere in pratica quanto non avvenuto in pista, per dare un’idea dei tempi del 1° stint adiamo a vedere un grafico

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Come si può facilmente notare Rosberg era molto più lento dei Piloti Ferrari; la sua media dal giro 2 al giro 19 è stata di 1:28.658 mentre Raikkonen ha totalizzato 1:28.385; Vettel, che sembrava su un altro pianeta e che era in testa, quindi con pista libera, ha girato in 1:28.276, in pratica 4 decimi a giro più veloce della Mercedes di Rosberg e 1 solo decimo rispetto al Compagno di Squadra, segno che anche Kimi era veramente in ‘palla’ Domenica. Ricordiamo che tutti i primi 10 sono partiti con gomme soft usate. Ricordiamo anche che Hamilton nelle fasi concitate della partenza ha perso diverse posizioni. Si arriva così al momento dei pit stop, intorno al 20° giro; Vettel monta gomme Soft (21), Raikkonen sempre Soft (22) mentre Rosberg opta per le Medium, e qui a mio avviso la Mercedes commette un errore, se si è in terza posizione si dovrebbe cercare di marcare l’avversario invece che inventare strategie diverse, in fondo se si è cosapevoli di essere i migliori ed avere una gran macchina questo è possibile; tuttavia ci possono essere altre spiegazioni, l’incredibile capacità della Mercedes di sfruttare le gomme più dure; la minore sensibilità di queste nel trovarsi dietro ad altre vetture ed in ultimo, riproporsi nel 3° stint con gomme Soft mentre chi è davanti dovrà montare le Medium, questa ultima ipotesi molto pericolosa perché si rischia di ristrovarsi molto indietro visti i 4 decimi di differenza del 1° stint; nel mentre Hamilton, in piena rimonta, si ferma al giro 20 e monta le Soft, i suoi tempi, insieme a quelli di Rosberg sono interessanti per capire quanto è accaduto nel 2° stint prima della safety-car intervenuta al giro 43, ecco uno schema dei 3 contendenti relativo alle sole tornate in cui il Britannico aveva pista libera e poteva spingere

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Al giro 25 Hamilton cerca di forzare il sorpasso su Ricciardo e finisce fuori pista, poi comincia ad inanellare dei giri veramente interessanti che culminano con l’ottima prestazione della tornata n. 33; da notare la differenza con Rosberg che senza dover duellare con nessuno è molto più lento del compagno di Squadra con un GAP tra le due mescole di quasi 1,5 secondi; la sensazione è che Hamilton per recuperare abbia utilizzato la speciale mappatura che in genere viene usata i primi giri mentre Rosberg stava conducendo una gara più conservativa; in tutto questo c’è da considerare che i tempi di Vettel non erano male ed anch’egli ha toccato 1 e 26 alto al giro n. 23; la differenza di prestazioni tra Rosberg (Medium) e Vettel (Soft) nel 2° stint è molto alta, il Pilota Ferrari realizza la media, nelle tornate dalla 23 alla 40, di 1:27.747, mentre il Pilota Mercedes segna 1:28.617; quindi un gap costante di 9 decimi a giro, quota che probabilmente si sarebbe invertita nel 3° stint con mescole montate alla rovescia ma che avrebbero consentito comunque a Vettel di ottenere almeno 20 secondi di vantaggio, ragionamento fatto senza l’intervento della safety-car ovviamente. Ora su di una pista del genere perché questa scelta? Quando è risaputo che sorpassare è molto difficile? Questo secondo me è un semplice errore di valutazione a cui la Mercedes, quando è sotto pressione, non è nuova. Poi sappiamo che l’incidente di Hulkenberg ha rimescolato le carte dando l’opportunità ad Hamilton di recuperare anche se la sua foga gli ha fatto commettere un altro errore; rimane una considerazione sul cambio di gomme effettuato sempre da Rosberg in regime di safety-car; gli vengono montate di nuovo le Medium (giro 42), la ripartenza si effettua di fatto alla tornata n. 49; e i giri da coprire sono 69 in tutto, ricordo la presenza degli addetti in pista per togliere i detriti, tanto che si passa per la corsia dei box, in Mercedes sapevano che ci sarebbero volute diverse tornate prima dell’uscita della macchina di sicurezza, quindi impossibile pensare che le Soft non sarebbero durate per una ventina di giri con macchina scarica; alla luce di tutto questo, la scelta del muretto Tedesco è francamente inspiegabile anche perché gli stessi tempi di Rosberg nel 1° stint con gomme Soft usate e macchina pesante avevano dimostrato che non c’era un grande calo di performance; questo errore, a mio parere, è stato quello che ha fatto prestare il fianco all’attacco di Ricciardo nei confronti del Tedesco, il quale di certo non si sarebbe trovato in quella debole posizione a fine gara. L’australiano infatti negli ultimi giri con gomme Soft era velocissimo e girava intorno ai 7 decimi più veloce del Tedesco. Vettel ha assistito a questo duello dagli specchietti e probabilmente senza la toccata tra Ricciardo e Rosberg sarebbe stato raggiunto dal Pilota Red Bull, dico probabilmente, perché non ne sono tanto sicuro, infatti realizza con freddezza e talento un ottimo tempo al giro 63, fermando il cronometro sul 1:26.772, proprio mentre gli altri se le stavano dando di santa ragione; ancora una volta da sottolineare la concentrazione di Vettel, che quando è davanti è quasi impossibile da raggiungere.

In definitiva senza la Safety-car in pista credo ci sarebbe stato un distacco tra la Ferrari e la Mercedes di almeno 20 secondi, testimonianza del fatto che la Rossa se la è sudata la Vittoria in Ungheria e non le è certo stata regalata dalla sorte…

Marco Asfalto

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