Lo stile di guida unico di Schumacher: dove fa la differenza?

A pochi giorni dal compleanno del Kaiser (3 Gennaio), vogliamo celebrare il pilota tedesco andando a scoprire, grazie a un video, perché è il pilota più forte della F1 moderna.

In questi ultimi giorni tante notizie si sono rincorse sullo stato di salute di Michael Schumacher.
Vere o non vere, noi vogliamo fare gli auguri per gli imminenti 50 anni del 7 volte iridato (che verranno celebrati anche dalla Ferrari attraverso una speciale mostra, a partire proprio dal 3 Gennaio, allestita presso il Museo Ferrari a Maranello) analizzando le peculiarità di quello stile di guida che lo hanno reso inimitabile.

Attraverso un video “scovato” grazie ai colleghi di DriveTribe, possiamo infatti vedere una telemetria comparata tra lo stile di guida del tedesco e il suo compagno di team in epoca Benetton, Johnny Herbert, sul circuito ultra-tecnico di Silverstone.

Possiamo vedere come il campione di Kerpen inizi a ridurre la velocità d’ingresso in curva prima del team-mate inglese, con un rilascio graduale dell’acceleratore.
Questo per far sì che la monoposto possa approcciare la svolta in assetto già praticamente stabilizzato, senza andare a gravare ulteriormente sul bilancio della monoposto attraverso il trasferimento di carico sull’anteriore indotto dalla frenata ritardata.

Successivamente inizia la “magia” di Schumi. Infatti, in percorrenza curva, il tedesco accelera gradualmente, riuscendo costantemente a trovare il limite d’aderenza e pattinamento delle ruote motrici.
La sensibilità di Michael gli permette di utilizzare il suo piede destro come un traction control “naturale”, riuscendo ad avere una percorrenza curva che, nel probante complesso di curve Maggots/Becketts/Chapel, poteva valere anche 2 decimi di vantaggio in quel solo punto del circuito di Silverstone.

Gli altri piloti invece operavano sull’acceleratore in “pompaggio” (era una prerogativa molto visibile nello stile di guida di Alesi e anche Senna lo utilizzava, retaggio della prima era turbo e dei primi diffusori “soffiati” dai gas di scarico che vi sfociavano direttamente), andando ad interferire così sul perfetto bilancio della vettura.

Oltre a ciò (e all’utilizzo mirabile, all’occorrenza, di micro-frenate col piede sinistro, anche in fase d’accelerazione, per cercare di trasferire carico all’anteriore secondo necessità), vediamo dalla telemetria come Schumacher operasse in percorrenza curva tante micro-correzioni sul volante, in modo da controllare al meglio i fenomeni d’imbardata del veicolo, mentre Herbert mantiene invece un utilizzo dello sterzo più “lineare” e ridotto.

Attraverso il suo stile unico Schumacher è così riuscito ad ergersi al top in un epoca in cui le gare di F1 erano “tirate” dall’inizio alla fine, dovuto alle strategie operate attraverso i pit-stop e i diversi carichi di carburante permessi dai rifornimenti in gara, che facevano sì che gli stint di gara fossero ognuno come dei veri e propri “run da qualifica in gara”.
Ed è proprio al limite che lo stile di guida di Schumi fornisce più vantaggi.

Quanta differenza rispetto a quello che nella “Formula-risparmio” odierna sono costretti ad utilizzare i piloti, più attenti al risparmio carburante e consumo gomme rispetto alla performance “pura”!

Un aneddoto: anche Senna si accorse dello stile di guida particolare di Schumacher, e un giorno all’Estoril, durante una sessione di test, si appostò lato curva per capire, dal suono del motore, il modo particolare di utilizzare l’acceleratore da parte di Schumi, così differente dal suo.
Da lì il rispetto e il “timore” di quel “giovane e arrembante pilota tedesco” che presto sarebbe diventato il suo più pericoloso antagonista. Purtroppo per poco tempo.

Per concludere, prima di lasciarvi direttamente alla visione del video, vorremmo con questa analisi fare un augurio particolare a Schumi, che in concomitanza del suo cinquantesimo compleanno e delle festività natalizie, combatte ancora la sua battaglia, ma anche a tutti i nostri lettori, in particolar modo a quelli che nel loro vivere quotidiano affrontano le proprie piccole e grandi battaglie.

#KeepFightingMichael !     https://www.keepfighting.ms/

 

 

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

Giuseppe Saba

Professionista del settore Sviluppo e Gestione Risorse Umane, appassionato "fino al midollo" di Motorsport e Automotive, vorrebbe far confluire queste due competenze nel "lavoro dei sogni". Perché " se lo puoi sognare, lo puoi fare". LinkedIn: https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-saba/103/260/51b Twitter @saba_giuseppe

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