La quinta stagione è il momento decisivo per la Formula E

Il campionato 2018/2019 di Formula E scatterà, il 15 dicembre con l’E-Prix di Riad, in Arabia Saudita. La quinta stagione sarà quella della svolta?

Le futuristiche auto Gen2, la seconda generazione dell’elettrico, promettono spettacolo. Da quest’anno i piloti non saranno più costretti a balzare fuori per il cambio di vetture, grazie alle nuove batterie McLaren. Le prestazioni delle monoposto di Formula E sono migliorate e le aspettative sono alle stelle.

“Penso che la quinta stagione sia la grande stagione per la Formula E – ha dichiarato il CEO Alejandro Agag in un’intervista alla Reuters – la quinta stagione è il momento della verità per la Formula E“.

Il 2018 passerà alla storia per il superamento dei pregiudizi sulla tecnologia elettrica. Il futuro sarà elettrico e il successo della Formula E ne è la riprova. Grandi costruttori e piloti di un certo livello hanno abbracciato il progetto più ardito del motorsport. Il pubblico in tutto il mondo è impaziente di vedere le nuove monoposto all’opera. Metropoli come Roma, Parigi, New York sono state prese d’assalto per gli appuntamenti della passata stagione. Il concetto di evoluzione non è mai stato tanto vicino alla parola rivoluzione.

La rivoluzione che cambierà le nostre vite

«L’industria dell’auto cambierà più nei prossimi 5-10 anni di quanto non sia cambiata negli ultimi 50».

La dichiarazione di Mary Barra, numero uno di General Motors, enfatizza lo sconvolgimento che avverrà nei prossimi anni. Il mercato dell’automotive sarà travolto dall’elettrificazione. La sostenibilità delle auto ad energia pulita avrà un impatto ambientale significativo. Guideremo auto intelligenti, sempre più interconnesse tra loro con l’obiettivo di scongiurare la perdita di vite umane.

La Formula E svolgerà “un ruolo davvero importante nell’industria del motorsport e nell’industria automobilistica – ha spiegato Alejandro Agag – non possiamo fallire. Abbiamo nuovi produttori, nuovi sponsor. È fantastico, ma significa anche maggiori responsabilità“.

Nelle città il passaggio non potrà avvenire in modo fulmineo. La sostenibilità deve essere accompagnata dal desiderio di possedere un automobile elettrica. L’ibrido rappresenta, attualmente, una forma di transizione. In Italia il 10% dei veicoli è addirittura antecedente alla normativa Euro, il 28% rispondente alle norme Euro 1/2/3, il 30% Euro 4, mentre le Euro 5/6 rappresentano appena il 32% del totale. Il 68% dei veicoli circolanti in Italia potrebbe essere sostituito da auto 100% elettriche. L’appeal delle vetture di domani va creato oggi.

La corsa elettrica

Le automobili elettriche costeranno meno delle benzina nel 2025“. La profezia è stata annunciata dal CEO di Envision Energy Lei Zhang nel corso del Global Energy Forum alla Stanford University. I produttori fiutano l’occasione e puntano a migliorare le prestazioni delle auto elettriche. La Formula E è un laboratorio utilissimo per i grandi marchi.

Le nuove vetture Gen2 accelerano da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi, sebbene i tempi di accelerazione di una F1 rimangono irraggiungibili (0 a 100 km/h in 1,7 secondi) ben presto le cose potrebbero cambiare. La velocità massima delle nuove Formula E, invece, è di 280 km/h.

Secondo Alejandro Agag: “Le auto elettriche andranno sempre più veloci, andremo verso batterie più piccole con la stessa quantità di energia e una ricarica ultra-veloce, quindi avremo forse uno o due pit stop durante le gare nella terza generazione. Questo significherà meno peso, ancora più potenza, quindi maggiori prestazioni. Penso che la generazione quattro o cinque possa essere allo stesso livello delle vetture attuali di Formula 1“.

I circuiti cittadini limitano le performance delle monoposto. Non è da escludere che in futuro, le vetture di Formula E possano correre su circuiti extraurbani.

“Abbiamo bisogno di fornire una piattaforma, un laboratorio per queste auto elettriche per andare al limite – ha spiegato Agag – allo stesso tempo correre nelle città fa parte del nostro DNA“.

“Vedo forse una situazione ibrida in cui teniamo alcune gare in città ma facciamo forse tre, quattro, cinque in pista per permettere a queste vetture di esprimersi veramente, di mostrare il loro livello di prestazioni”, ha chiosato il CEO della Formula E.

La Formula E volerà a Seoul ed Auckland

L’espansione della Formula E non conosce limiti. La capitale della Nuova Zelanda, Auckland vorrebbe ospitare una corsa già a partire dal prossimo campionato. Sarebbe una prima volta assoluta per lo Stato insulare oceanico. L’ex pilota di Formula 1, Mark Webber, ha annunciato: “Penso che sia fondamentale che questa parte del mondo, Australia e Nuova Zelanda, non rimanga indietro. Peraltro, avere una persona del posto come Mitch Evans nel campionato e la prospettiva di vederlo correre in patria deve essere un grande stimolo per i fan neozelandesi”.

“Quando si guarda alla lista delle città e dei costruttori coinvolti nella Formula E, è evidente che sia la categoria destinata a segnare maggiormente la mobilità pubblica e privata”, ha concluso Webber.

L’arrivo della Formula E, invece, in Corea del Sud è ufficiale. Seoul ospiterà una tappa del mondiale nel 2020. L’intesa è valida per cinque anni a partire dalla sesta stagione della Formula E. “La Corea del Sud è all’avanguardia nell’innovazione quindi luogo ideale per una gara elettrica” ha dichiarato Alejandro Agag, CEO di Formula E.

Davide Russo

Il suono magico del V10, tre piloti sulla rossa e la F399 torna ad essere l'auto da battere. Da allora non ho più smesso di seguire ed amare il mondo della Formula 1. Follow me Twitter | Linkedin

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