KVYAT PORTA IN FERRARI I METODI RED BULL

Arrivata in giornata la notizia che Daniil Kvyat è stato ingaggiato dalla Scuderia Ferrari, il Russo avrà il ruolo di sviluppare la vettura al simulatore che fino ad ora era nelle mani di Antonio Giovinazzi. Di fatto l’Italiano rimane 3° guida della scuderia mentre Kvyat si dedicherà al delicatissimo ruolo di provare componenti, comportamento vettura, reazione sulle gomme e quant’altro riguardi le simulazioni.

C’è da riflettere su questa scelta che già ha diviso i tifosi della Rossa; innanzitutto il Russo è giovane ma ha già una certa esperienza in F1, sono infatti 74 i GP a cui ha preso parte dividendosi tra Toro Rosso e Red Bull; attualmente era la scelta migliore se si voleva dare uno step al simulatore; e tutto per una serie di buoni motivi.

Kvyat infatti porta con se un talento che è innegabile nonostante un periodo di ‘appannamento’ ma il suo contributo non sarà solo questo, potrà infatti portare in dote qualcosa che forse è più importante, il metodo con cui si lavora al simulatore in Red Bull e in Toro Rosso. Fin da quando sono stati vietati i test abbiamo visto quanto la casa Anglo-Austriaca sia stata efficiente in un settore in cui la Ferrari era invece nettamente impreparata; ovvero sviluppare dei componenti e studiare il comportamento della monoposto attraverso la simulazione; sembra quasi ovvio che la cosa più importante è avere una base di dati corretti ed un software all’altezza, tuttavia non è da sottovalutare quanto possa essere utile l’apporto di un pilota che abbia lavorato con certi mezzi e soprattutto che conosca profondamente le due scuderie di Mateschitz; tanto da poter dare immediatamente consigli su metodiche di lavoro che sicuramente saranno molto interessanti per Maranello. Altro aspetto riguarda l’organizzazione in ‘toto’ di queste scuderie, ovvero in ogni forma e reparto; i 4 anni passati nel box dei ‘Tori’ potranno essere preziosi anche per la Rossa.

Altro fattore che gioca a favore di questo ingaggio è l’esperienza, di certo Kvyat ne ha molta di più di Giovinazzi in F1 e come tester-simulatore potrebbe essere una carta tutto sommato vincente.

Qualche perplessità invece dal lato sponsor, se è vero che il Russo porta con se una buona dote in denaro, sembra difficile vedere qualche marchio riconducibile ai suoi finanziatori sulla Ferrari F1; ma come si dice ‘ mai dire mai’…

Marco Asfalto

 

Lascia un commento