IL RILANCIO ALFA ROMEO NON PASSA ATTRAVERSO LA FORMULA UNO

Giorni addietro abbiamo appreso la notizia che il gruppo FIAT-CHRYSLER intende rilanciare il glorioso marchio ALFA ROMEO, le parole dell’Amministratore Delegato Sergio Marchionne sono state perentorie In capannoni fantasma mimetizzati in giro per l’Italia, squadre di uomini nostri stanno preparando i nuovi modelli Alfa Romeo che annunceremo ad aprile e cambieranno l’immagine del marchio, riportandolo all’eccellenza assoluta” (fonte La Repubblica) eppure non si è fatto nessun cenno su come si attui questo rilancio, sicuramente con nuovi modelli, con una produzione mirata al DNA sportivo della casa (l’Alfa Romeo 4C è una delle auto dell’anno 2014), e con una grande qualità intrinseca dei componenti e dell’assemblaggio; come potrà il marchio Milanese conquistare nuovi mercati? Negli USA la casa del Biscione è conosciuta fin dagli anni ’70 tanto che ancora oggi circolano delle vecchie spider in giro per la California che sono addirittura diventate degli oggetti di culto, eppure per arrivare in nuovi mercati come quello Cinese o altri in crescita ci vuole ben altro che rispolverare un marchio e lanciarlo con spot televisivi e partecipazioni in pellicole d’oltreoceano. Dalla Germania sono arrivate spesso delle intenzioni di acquisto del marchio da parte di Volkswagen, ma questo è stato dichiarato  più volte incedibile dall’A.D. di FIAT-CHRYSLER il quale conosce senz’altro la potenzialità di un nome mai dimenticato.


Il definitivo rilancio e consacrazione della ALFA ROMEO non potrebbe passare attraverso una partecipazione alle gare di Formula Uno? Proprio recentemente abbiamo pubblicato un articolo sui Piloti italiani della massima serie (vai all’articolo) in quell’occasione abbiamo parlato del primo mondiale disputato nel 1950 vinto da Nino Farina su ALFA ROMEO 158, quindi la storia della Formula Uno e delle corse è passata inesorabilmente attraverso il blasonato marchio Italiano, ora il gruppo che ne è proprietario potrebbe, con un investimento di circa 150 mln di euro annui, reinserire un Team nel campionato mondiale con un ritorno di immagine senza precedenti, la tecnologia necessaria può essere fornita dalla stessa Ferrari anche se la produzione dei telai e del motore dovrà per forza essere ‘made in ALFA’, questo comporterebbe un ulteriore investimento e una sede adatta allo scopo, ma sarebbe interessante vedere le potenzialità del marchio potersi esprimere in tutta la propria energia; inoltre la nuova squadra sarebbe un ottimo banco di prova per giovani piloti Italiani e per nuove tecnologie da applicare alla F1, insomma un Team tutto Italiano, con giovani ingegneri, giovani piloti e la guida esperta del management Ferrari. Inoltre ricordiamo che la Red Bull è l’unica scuderia che compete nella massima serie con due Team, visto che quest’anno la Toro Rosso avrà i motori Renault le due squadre potranno scambiarsi dati e concordare strategie comuni e provare nuovi materiali, l’ingresso della casa Milanese potrebbe creare un equilibrio in tal senso. C’è da considerare inoltre come i nuovi motori di 1,6 litri turbo possano ben adattarsi più all’Alfa Romeo che alla casa madre, visto che quest’ultima adotta da sempre motori di cilindrata ben maggiore, quindi un ‘travaso’ tecnologico reale dalla pista alla strada fornendo così alla casa del Biscione un’impronta di massima sportività che sarebbe riconosciuto in tutto il globo, andando fortemente ad intaccare la penetrazione dei marchi Tedeschi in un mercato molto competitivo.

Queste scelte comportano grandi investimenti, coraggio, e programmi mirati, in una situazione di crisi mondiale, ma è in questi momenti che si gettano le basi per la crescita futura, non dobbiamo dimenticare quanto ancora sia importante il ‘made in Italy’ nel mondo, per noi forse è normale, siamo Italiani, ma vi assicuro che i nostri prodotti godono ancora in molte parti del globo di un’assoluta stima e di grande fascino, un’operazione del genere è difficile e costosa ma riporterebbe in Italia grandi produzioni e l’orgoglio di un Grande marchio…