Fiat Coupè – La grande assente

La Fiat è una grande casa italiana che ha scritto la storia dell’automobile e dell’imprenditoria mondiale, accrescendo sempre più i propri capitali nel corso degli anni, progettando modelli di svariato  successo commerciale che hanno mobilitato milioni di persone e generazioni.

Negli anni sessanta e settanta i modelli abbracciavano diverse tipologie, dalla utilitaria alla sportiva, dalla berlina di lusso alla coupè.

Ed è proprio quest’ultimo modello che regala una forte identità alla Fiat che progetta, nel corso degli anni, diversi modelli coupè, i quali renderanno questa casa italiana unica e sempre sulla cresta dell’onda.

Il coupè è una macchina sportiva ed elegante nello stesso tempo e che abbraccia un ampio bacino di utenza, dai giovani ai meno giovani, dagli sportivi alle persone distinte che ricercano eleganza e forme moderne, sinuose che non passano inosservate.

Solitamente equipaggiati di motori potenti e grintosi, i coupè nel panorama automobilistico hanno affascinato intere generazioni alimentando il mercato, prendendo parte a film, e correndo in diverse manifestazioni sportive.

L’italia può senz’altro vantare una lunga esperienza in termini di coupè, i quali grazie allo stile italiano inconfondibile sono rimasti nelle vette più alte di gradimento da parte degli appassionati.

In sostanza un coupè italiano è storia,  raramente viene dimenticato come altri modelli che si sono arenati nel corso degli anni, grazie a design unici e prestazioni da brivido.

Come già detto la Fiat è stata insieme ad altre case italiane la massima esponente per questo modello, che ne ha prodotti diversi, come potremmo dimenticare i  modelli che hanno fatto la storia e che ancora oggi sono oggetto di collezionisti gelosissimi che li custodiscono come veri e propri gioielli.

Tra i modelli di punta della Fiat possiamo soffermarci sulla vecchia Fiat 8 v del 1952, una berlinetta sportiva due porte che possedeva una linea posteriore vicina ad un coupè, sinuosa e di indole sportiva, per poi passare ai vincenti modelli che si sono susseguiti, quali:

Fiat coupè 2300 del 1961,

Fiat 850 coupè del 1965,

la Fiat 124 coupè 1400 del 1966,

la mitica Fiat Dino 2.400 coupè bellissima e sportivissima,

e la Fiat 130 coupè .

Tra queste si annoveravano le mitiche versioni Abarth e le speciali da competizione.

Ecco queste due ultime versioni, la 130 e la 850 sono state le ultime coupè pure di casa Fiat, dopo queste la casa non produsse più un coupè, forse perchè le tendenze stavano cambiando e ci si orientava verso le grosse berline come il 131 o le piccole utilitarie come la 126, poi la 127, tutti modelli che diedero alla Fiat una immagine di casa costruttrice di medio livello, posizionandosi più su una utenza operaia che sportiva, eccezion fatta per qualche modello sportiveggiante di poco successo.

Dopo diversi anni Fiat cercava un rilancio dell’immagine sportiva, e alla fine degli anni ottanta cominciò a progettare ed a produrre modelli dal design innovativo, un pò più futuristico ed arrotondato, affinità di tendenza stilistica di quegli anni. Venne progettata la Fiat Punto e lanciata sul mercato nel 1994 che sostituì la Uno, fedelissima di casa Fiat venduta e stravenduta in tutte le salse, arrivò la Tipo che si posizionava tra le berline di segmento b, e così, mancando una vera sportiva, con un forte stile italiano, bassa, veloce, si volle progettare e far rinascere quel segmento che era assente da anni nei listini Fiat e che tanto aveva cavalcato la cresta dell’onda, quel modello tanto amato che fu desiderato ed ebbe grandi successi di vendita, il leggendario coupé!

Progettata da Cris Bangle, un disegnatore progettista statunitense che lavorò e si perfezionò presso il centro stile Fiat, unitamente al centro stile Pininfarina, era l’unica vera sportiva di razza della casa torinese del lingotto, con una notevole personalità sportiva, bassa e dalle forme nuove e futuristiche, la coupè di casa Fiat doveva far meravigliare il mondo dell’auto visto il ritorno e la rinascita, era attesa dalla stampa e dagli appassionati che seguivano tramite le testate giornalistiche, le prime e fredde indiscrezioni su come fosse stato questo gioiello tutto italiano.

 

 

Venne utilizzato il pianale della tipo che era lo stesso della gtv, con profilo scocca molto basso pur conservando uno spazio interno davvero abbondante e molto ben curato. La postazione guida era si bassa ma confortevole, con una strumentazione molto bella, un cruscotto ben tagliato e definito non ingombrante, ed il quadro strumenti separato di forma tonda e rivestito da una fascia di lamiera verniciata bellissima, che riprendeva il cruscotto da una parte all’altra. Volante a tre razze con airbag, per la versione restyling, la quale si differenziava con la precedente versione per migliorie estetiche, cerchi e motore, che vedremo più avanti.

Il gruppo ottico anteriore nuovo e futuristico, con dei bei fari alogeni all’interno del cofano e protetti da una gemma di plexiglas trasparente. Il gruppo ottico posteriore vedeva protagonisti due bei fanali arrotondati incastonati nella carrozzeria che le davano una identità tutta sportiva, e lo sportello del bagagliaio posteriore piccolo e molto elegante, con dimensioni dello stesso bagagliaio abbastanza generose per un coupè che gode anche di posti posteriori discretamente sfruttabili, ed il discretamente non è un neo ma un elogio, nel senso che si può tranquillamente viaggiare in quattro con passeggeri di dimensioni contenute sul divano posteriore. Il tappo del serbatoio fu molto contestato ma successivamente amato, perchè in bella vista era realizzato in alluminio e regalava ricordi vintage, una scelta molto azzeccata per la personalità della macchina, molto bello e soprattutto particolare.

Ma andiamo al pezzo forte della nuova coupè: i motori.

Vennero pensati per questo nuovo cavallo di razza dei motori abbastanza prestanti a seconda delle esigenze degli acquirenti, i quali con gradualità potevano scegliere cominciando dalla versione con motore 1.8 cc aspirato da 130 cv, il 2.0 aspirato da 139 cv, il 2.0 turbo da 190 cv che equipaggiava già la Delta Turbo integrale, e successivamente i nuovi cinque cilindri rispettivamente da 155 cv l’aspirato e 220 cv il turbo fiore all’occhiello della gamma.

Gli allestimenti erano differenti con o senza interni in pelle e cerchi in lega ( solo per la versione 1.8 che si poteva ordinare senza cerchi in lega), per poi definire la gamma con le versioni di punta come le plus, che uscivano con interni in pelle e svariati accessori come abs, servo sterzo, climatizzatore e per le versioni turbo della prima serie i cerchi da 16 a razze larghe.

Per la versione restilyng vi furono degli accorgimenti estetici come la plancia centrale del cruscotto che fu ridisegnata per alloggiare un nuovo orologio, ora di forma circolare ed analogico molto bello che conferiva all’ambiente interno un tocco in più di stile italiano ed eleganza, a differenza del modello precedente digitale asettico e con poca personalità, così come la mascherina anteriore sostituita con una a griglie orizzontali molto bella e più elegante.

La versione 20 valvole turbo fu lanciata con i nuovi cerchi da 16 a quattro razze strette, molto belli che le conferivano qualche punto in più in tema di sportività estetica i quali consentivano una migliore esposizione delle belle pinze freno e del disco. La si poteva avere anche senza interni in pelle e la si poteva avere  con motore 5 cilindri aspirato vis da 155 cv, con potenza giusta e coppia alta, oltre a possedere un gran bel suono. Vasta possibilità nella scelta degli interni, primi tra tutti i bellissimi interni biscotto che le davano un tocco di raffinatezza assoluta, e svariati colori carrozzeria che lasciavano l’imbarazzo della scelta. Tra i colori in gamma si potevano trovare i più vivaci e sportivi, tra i quali il giallo ginestra, il rosso corsa e successivamente con la versione restilyng il famoso blu pastello ” Puffo “ che ebbe un buon successo di vendita e che le conferiva una bella livrea sportiva e giovanile.

Nel 1998 arrivò quindi la super sportiva Limited Edition, numerata con apposita targhetta, la quale godeva di un rinnovo di estetica accattivante che vedeva protagonisti i cerchi verniciati con un grigio scuro satinato, sedili  sportivi avvolgenti, con una variante a scelta meno sobria con centrale rosso corsa, volante e pomello leva cambio con cuciture rosse, altri particolari come l’interno dei fari anteriori e posteriori contornati dal colore argento, ed il bottone per lo start al posto della congeniale chiave per l’avviamento del motore, la quale fungeva solo da consenso per l’accensione del quadro, ed ovviamente equipaggiata dal mitico e potentissimo 5 cilindri 2.0 cc in linea turbo 20 valvole che erogava ben 220 cv.

Essendo una edizione limitata ebbe un grande successo anche perchè si posizionava tra le super car entry level, viste la potenza e l’allestimento da sportiva pura alla portata di molti.

I tre colori disponibili completavano la gamma: Nero lucido, un canna di fucile, grigio argento e l’immancabile rosso corsa.

Nel 1999 si commercializzò  una versione denominata MY 99, con ulteriori miglioramenti in termini estetici e che manteneva solo la motorizzazione 2.0 20 valvole turbo da 220 cv, e godeva di nuovi colori primo tra tutti il bellissimo bianco perla ed un blu elettrico accattivante, oltre ai nuovi e bellissimi cerchi in lega a quattro razze sdoppiate, e la selleria in pelle avvolgente con rifiniture rosse come la limited.

Questa ultima versione fu quella che diede lo stop alla produzione della Fiat Coupè, poiche la casa torinese non pensò di sostituirla con una nuova versione  riprogettata, tra il dissenzo dei tanti appassionati e della stampa.

Fiat Coupe usata – 2.0 20v turbo limited edition via cuboauto.it

Impressioni di guida.

La Fiat Coupè a prima vista è una macchina che colpisce, trasmette fin da subito la propria indole e la propria identità da macchina sportiva e goduriosa. Appena saliti a bordo è sorprendente l’ambiente interno che colpisce per le linee davvero gradevoli e ben studiate soprattutto nella versione restilyng.

Gli interni ben curati e lo spazio interno è notevole anche per i più alti, la selleria in pelle di ottima qualità che trasmette comfort una volta seduti e sistemate le distanze del sedile per partire. La guida è rilassata, l’assetto della macchina è da sportiva ma non troppo rigido, si adatta alla guida stradale e non disdegna percorsi di misto sportivo.

Nel caso dei motori turbo, una volta pigiato il pedale del gas, si capisce subito che non si ha a che fare con una utilitaria, ma con una macchina che va guidata con criterio e molta attenzione, perchè l’entrata del turbo è abbastanza brusca e si avverte la spinta e la risposta rapida del sedile che ti proietta in avanti. Lo sterzo è abbastanza preciso forse soffre un pò di sotto sterzo ma impostata  la traiettoria in curva si comporta bene, anche se il posteriore risulta un pò leggero, del resto con la trazione anteriore non si possono fare miracoli. Il sound del motore è strabiliante specialmente all’entrata del turbo, anche i modelli aspirati hanno una buona coppia ai medi, a differenza del cinque cilindri aspirato che gode di una coppia più alta e che tende a spingere di più sugli alti regimi. Gode quest’ultimo di un bel sound a metà tra un quattro ed un sei cilindri.

In pista bisogna prenderci la mano per via del retrotreno un pò ballerino, ma arrivando veloce all’ingresso curva è consigliabile mollare l’acceleratore e farla scivolare fluida fin all’uscita  per spalancare il gas. La pista è comunque il suo abitat naturale, le versioni turbo regalano abbondanti soddisfazioni.

La frenata è modulabile ed all’altezza della situazione, le pinze dei freni sono rassicuranti con un ottimo mordente e la frenata risulta efficace anche quella d’emergenza.

La Fiat Coupè si trova bene anche in strada per passeggiate fuori porta o brevi viaggi, non disdegna una guida tranquilla e fluida come fosse una berlina. E’ una macchina molto ben equilibrata anche per queste sue peculiarità di adattamento a tutti gli usi.

Il mondo Coupè.

Dedicati a questo modello indimenticabile sono sorti dei club ufficiali che raggruppano moltissimi appassionati i quali tramite le pagine dei social ed i forum dedicati si scambiano notizie e consigli su tutto quello che riguarda il Fiat Coupè, organizzando incontri e raduni di svariata tipologia atti alla convivialità e alla condivisione della passione per questa splendida macchina, non disdegnando giornate di prove libere in pista, ambiente nel quale la Fiat Coupè si trova a proprio agio. Tra le pagine Facebook dedicate possiamo trovare:

Il Club del Coupè Fiat: club ufficiale.  Fiat Coupè Passion, Fiat Coupè Maniac e tante altre pagine dedicate anche nel resto del mondo.

Esiste una vera e propia comunità anche all’estero con club e gruppi sparsi in tutta Europa, dove la Coupè riscosse e riscuote un ampio successo legato al gradimento degli appassionati divenendo oggi una vettura da collezione.

Purtroppo in Italia la batosta del reinserimento del bollo a pieno regime da parte del governo Renzi, penalizza attualmente questa splendida macchina, che si era conquistata una detrazione appunto del bollo auto poichè dichiarata, dagli enti competenti, auto di interesse storico ancor prima che potesse raggiungere i venti anni,con ovvie detrazioni anche sull’assicurazione.

Per via dei questo fenomeno e quindi dei costi esagerati del bollo auto, in molti hanno venduto o evitato di acquistarla.

Conclusioni.

In realtà la Fiat Coupè al suo debutto non riscontrò molti consensi, e questo potrebbe essere attribuibile alle sue nuove forme arrotondate e futuristiche che ancora non trovavano spazio nell’immaginario collettivo degli appassionati. Si rilanciò dopo qualche anno dal suo debutto e con l’arrivo di nuovi colori ed allestimenti e soprattutto le notizie positive che si susseguivano tra i primi possessori che ne apprezzavano un insieme di qualità legate alla potenza, la tenuta di strada, il profilo sportivo che la rendeva una macchina di tutto rispetto nel panorama automobilistico. Bastava comunque scegliere la versione turbo per avere una super sportiva di tutto rispetto, grazie a cavalleria ed erogazione abbastanza brutale adatta ai più esperti.

Anche questa coupè è stata una icona della nostra storia automobilistica, ve lo dice uno che ne ha possedute diverse, e che vorrebbe vederla rinascere ancora una volta per poter portare avanti anche al giorno d’oggi, quella tradizione stilistica e motoristica unica al mondo, ossia lo stile italiano.

La Fiat dopo il coupè tentò di mantenere quella linea di produzione sportiva con altri modelli che neanche lontanamente potevano eguagliare il fascino e lo stile del Coupè, con ad esempio, la stilo abarth 2.4 benzina, che si arenò ancor prima del suo lancio.

Diciamoci con chiarezza che tutto, in casa Fiat è cambiato, ma in molti come il sottoscritto, sperano vivamente che Fiat possa tornare ad essere quella casa storica italiana che fu vanto per decenni e riflettere sulla scelta di una nuova e degna erede della Fiat Coupè.

Fiat Coupè in questo momento vera grande assente!