F1 | Caro Vettel, Schumacher non ha mai puntato il dito contro il team

Alla vigilia del Gp del Messico, Sebastian Vettel ha rilasciato delle dichiarazioni contrastanti. Il tedesco della Ferrari ha provato a giustificarsi ed ha annunciato che: “La prossima volta forse dovrò provare l’esterno per non girarmi, anche se un pilota predilige l’interno – ha sottolineato Seb – in queste ultime occasioni non ero davanti completamente, ma fondamentalmente non ho cercato di fare qualcosa di sciocco o stupido. Nonostante questi contatti siano avvenuti di frequente, non avrei mai provato un’azione in pista che non avrebbe funzionato a prescindere“.

La vittoria di Kimi Raikkonen ad Austin non è servita a calmare gli animi bollenti in casa Ferrari. Il risultato positivo del finlandese ha messo in evidenza ulteriormente l’inconsistenza in gara di Vettel. L’ennesima débâcle domenicale di Sebastian in Usa ha scatenato una reazione del tedesco contro il Cavallino Rampante.

“La ritrovata competitività? Purtroppo c’è voluto troppo tempo. La si può vedere come una buona notizia, ma anche come una meno buona. Se per andare bene siamo stati costretti a tornare ad una monoposto utilizzata tre o quattro mesi fa, la competitività di oggi non può essere considerata una buona notizia – ha dichiarato Vettel – credo sia molto importante capire cosa non ha funzionato, ci sono molti compiti a casa da fare“.

Il risentimento verso le scelte di strategia e di sviluppo non fanno che appesantire il clima che si respira oggi nel team italiano. Le parole, riportate da Motorsport, rivelano il malumore di Sebastian Vettel, che non vuole passare come l’unico responsabile del declino della seconda parte di stagione della rossa.

I dubbi di Vettel

“È un po’ difficile da spiegare. Nelle ultime gare abbiamo capito che la monoposto non era veloce come in precedenza, ma se non identifichi un problema in particolare, è difficile capire se c’è qualcosa di sbagliato. Abbiamo creduto di aver fatto tutti i passi nella giusta direzione, ma oggi se guardiamo indietro sappiamo che non è così, è chiaramente mancato qualcosa, ma non sappiamo ancora cosa – ha annunciato Vettel – sarà importante capire cosa non ha funzionato, ma non sono certo che sarà semplice arrivare all’origine del problema“.

Il quattro volte campione del mondo tedesco ci tiene a sottolineare che la Ferrari SF71H non gli ha garantito la performance migliore per stare davanti alla concorrenza.

“Da parte mia non ho problemi ad ammettere gli errori che ho commesso, così come alcune circostanze che non ci hanno aiutato. Ma penso che il punto cruciale sia che per gran parte della stagione noi non abbiamo avuto la velocità per essere davvero lì davanti come avremmo voluto, e questo a volte ha causato altri problemi che non ci hanno aiutato – ha spiegato Vettel – nel complesso abbiamo il potenziale per fare molto bene, anche se sotto alcuni aspetti dobbiamo ancora crescere ed imparare. Penso che ci saranno diverse cose da fare durante l’inverno, aspetti che riguardano tutti noi, me incluso”.

La differenza con il Kaiser Schumacher

Sebastian Vettel oggi non è nella posizione di poter puntare il dito contro il team. Ha avuto a disposizione la migliore Ferrari degli ultimi 10 anni e le sue dichiarazioni stridono rispetto alle parole di Stefano Domenicali sullo spirito di unità di Michael Schumacher.

Michael non ha mai pronunciato una sola parola contro il team. Ricordo quando ha avuto il grande incidente a Silverstone, nel 1999, quando si è rotto una gamba. Il problema era che non avevamo riparato una giunzione sui freni, quindi non c’era pressione. Ma Michael Schumacher non lo ha mai detto ufficialmente, non ha mai dichiarato nulla contro la squadra pubblicamente“.

Parole che mettono i brividi. Secondo Domenicali, inoltre, la capacità di Schumacher era di chiudere gli occhi ed immaginare cosa poteva fare per migliorare sempre il suo livello. “Quando fai parte di un gruppo, qualcosa del genere fa davvero la differenza – ha chiosato Domenicali – i meccanici erano totalmente dalla sua parte grazie al suo atteggiamento“.

Davide Russo

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