Carlos Sainz Jr, tra complimenti, Silly Season e un futuro incerto

Abbiamo intervistato Carlos Sainz Jr. nella Hospitality Toro Rosso, nella giornata di giovedì qui al Red Bull Ring. Protagonista della conferenza stampa, abbiamo avuto un’altra occasione di chiedergli del suo futuro. E non ci siamo dimenticati le nostre domande.

 

Hospitality caotica, un giornalista si sussegue all’altro, ogni tavolino è occupato da un giornalista, un registratore e tante domande.

Carlos Sainz mi accoglie, concedendomi alcuni minuti insieme alla sua addetta stampa Tabatha Valls. Concentrato, serio, come sempre, risponde alle mie domande da gran professionista.

Il Red Bull Ring è un po’ il Gran Premio di casa anche per la Toro Rosso, e sappiamo quanto queste nuove monoposto possano andare veloci. Abbiamo visto tanti record battuti, quest’anno, e quella di Spielberg è sicuramente una pista di Power Unit. Di quanto pensi sarà la Pole Position, tenendo conto che l’anno scorso Nico Rosberg ha segnato 1.07,922s (ma si è toccato anche l’1.06)? E dove pensi di poterti collocare tu in classifica, con la tua Toro Rosso spinta da una Power Unit Renault non ancora al massimo delle sue forze?

Carlos: Se devo dire un numero, 1.05. Io in 1.06s. Non so, non mi interessa il tempo, ma essere in Q3 e raccogliere punti, che è la cosa più importante per me e per il team.

Sei stato protagonista di performance interessanti quest’anno, alcune molto buone, come il 6° posto a Montecarlo, il 7° in Spagna e in Cina, ma anche prestazioni non molto positive, come il crash in Canada. In Arzebaijan hai fatto una grande rimonta, dopo l’incomprensione iniziale con Kvyat. Senti comunque un po’ di pressione addosso? Sei di nuovo al centro della Silly Season e questa è la tua terza stagione in Toro Rosso e diversi team stanno probabilmente osservando le tue performance.

Carlos: Si, è indubbiamente una stagione importante per me per tutte queste cose. Ma una volta che indossi il casco ed entri in macchina non pensi più: dimentichi queste cose, il fatto che sia una stagione importante, il mercato piloti o la carriera. Quando metti il casco pensi solo a guidare, ad andare più veloce che puoi. Parli con il tuo ingegnere per migliorare la monoposto e fare meglio che puoi.

Credits: Red Bull Content Pool

 

Due piloti in griglia, forse due dei piloti più grandi in questo momento, hanno parlato molto bene di te. Sono Fernando Alonso (Carlos ride al nome dell’amico) in numerose occasioni, tra cui la conferenza stampa in Spagna, e Lewis Hamilton. Lewis ha rilasciato una intervista ad Autosport questa settimana, indicandoti come uno dei giovani più promettenti in griglia. Che effetto ti fa? Come ti senti?

Carlos: Mi sento bene ovviamente. Quando lo dicono due campioni del mondo come loro.. beh, è bellissimo. Ma devo continuare a lavorare: il mio obiettivo è lottare con loro per il titolo. Il momento non è ancora arrivato. Sono molto orgoglioso e li ringrazio, ma continuerò a lavorare per fare ancora meglio.

Abbiamo chiesto ai nostri lettori di porgerti alcune domande, e ne ho scelta una un po’ più tecnica e un’altra meno tecnica. La prima arriva da Marco Laratro, che la redazione ringrazia, che ti chiede: “Quali sono le linee guida che segui con il tuo ingegnere di pista (Marco Matassa) per la definizione degli assetti della tua monoposto?”

Carlos: Diciamo che il set up generale della macchina lo fa l’ingegnere. Lui più di tutti conosce quelli che sono i parametri importanti per tutti i circuiti e la monoposto in generale. Una volta in pista io gli do i miei feed back, cosa sento. Cerchiamo di trovare un compromesso tra la sua idea di set up e la mia. In passato su questa pista sono andato molto bene, col mio set up (8° posto nel 2016 partendo dalla 15° posizione, ndr.) e spero di poter avere un’altra buona gara. Si comincia a lavorare così, e tutto cambia dopo la prima giornata di prove il venerdì: io gli do le mie opinioni, e si comincia a lavorare sui piccoli dettagli, per cercare di trovare quegli ultimi 2 o 3 decimi, che sono importantissimi.

L’altra domanda che invece voglio farti è invece un po’ più generica, ed era impossibile sceglierne una tra le tante che chiedevano essenzialmente la stessa cosa. Se ne è parlato anche in conferenza stampa, in cui sei stato protagonista nella seconda parte. Sei indubbiamente uno dei protagonisti della silly season, così come l’anno scorso del resto. Molti nostri lettori sono interessati al tuo futuro, capire per quale scuderia potresti guidare l’anno prossimo, ma ciò che mi ha sorpreso è che tutti vogliono vederti in Ferrari. Ci chiedono se potresti essere in rosso già dal 2018, e qualcuno addirittura si azzarda chiedendoci se potresti avere accanto Fernando Alonso.

Carlos ride, al sentire la parola Ferrari, ma ancora di più quando gli nomino l’amico Alonso.

Carlos: Non so perché, ma ho un buon rapporto con gli italiani. E’ bello sapere che tanti tifosi vorrebbero vedermi in un team così grande e così importante come la Ferrari. Se c’è un team per cui tutti i piloti vogliono correre, quello è sicuramente la Ferrari. La verità è che al momento la situazione è difficile e questo dipende purtroppo non da me, ma da tanti fattori esterni. Sono comunque contento e ringrazio tutti i tifosi per il loro supporto.

Prima di salutarti, un’ultima domanda: il tempo a Spielberg è veramente incerto. Si prevedeva pioggia per tutta la settimana, ora splende il sole, ma le nuvole sono sempre all’orizzonte. Tu preferiresti una gara bagnata?

Carlos: Al momento sembra che per tutte le mattine sarà caldo, mentre già dal pomeriggio comincia a cambiare, e si prevede pioggia. Mah, io preferirei un po’ di pioggia, perché no… Possiamo mixare un po’ le cose, renderle più interessanti. Ma io spingerò più che posso, come sempre, per conquistare più punti possibili.

 

Ringraziamo ancora Caros Sainz Jr. e la Toro Rosso per la loro disponibilità, e ringraziamo i nostri lettori per le vostre domande.

 

di Marika Laselva
Twitter: @MarikaLaselva

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