AYRTON SENNA “ Quattro ruote, un sedile, un volante”

“Non sono una macchina, non sono imbattibile; semplicemente l’automobilismo fa parte di me, del mio corpo. Quattro ruote, un sedile, un volante. E’ questa la mia vita sin dalla più tenera età”

Forse potrebbe bastare questa frase di Ayrton per capirne l’animo, la personalità…

Non è possibile fare nessun paragone con i Campioni di oggi; nessuno ha il carisma di Senna e probabilmente neppure il talento; certo i tempi sono cambiati ed oggi i piloti sono diventati dei divi di Hollywood invece che dei veri sportivi, più occupati a farsi i selfie e giocare con i social che a lavorare su se stessi; e quando parliamo di Ayrton dobbiamo dimenticare i numeri; superare i suoi record può apparire semplice e se il fato non lo avesse condannato ad una morte prematura il suo palmares forse sarebbe ancora da battere.

Senna un Campione, ma cos’è veramente un Campione? Letteralmente parlando è colui che eccelle in una competizione sportiva, anche se poi il termine ha anche altri usi nel linguaggio comune, eppure eccellere in una specialità può sì riempire gli albi d’oro, ma non necessariamente far passare alla storia il protagonista di certi eventi seppure importanti a livello Mondiale.

In F1 ci sono tanti Campioni che non sono ricordati come Senna, e non solo perché è scomparso e non è più tra i viventi, chi eccelle in una competizione viene ricordato per i numeri, le sue vittorie, ma anche per come li ha ottenuti, a qualcuno arriva forse più facilmente il successo, altri invece devono lottare contro tutto e contro tutti, contro le manovre delle Federazioni, contro le manovre di chi mette i soldi nello sport e contro le manovre di avversari poco leali e a volte molto scorretti, ma se si riesce a vincere, andare oltre tutto, oltre i paletti, oltre le prepotenze, oltre le avversità naturali e umane, si passa alla storia e, benché qualcuno possa pensarla diversamente, si verrà ricordati ed ammirati alla stregua di Eroi, perché vincere è importante ma lo è ancor di più come si arriva a farlo, il palmares parla di numeri e non di imprese e qui siamo di fronte ad un Uomo che ha compiuto delle vere imprese, sempre solo contro tutti e tutto, forse aiutato solo dalla sua volontà e dalla Grazia di Dio…

Ayrton Senna da Silva nasce a San Paolo in Brasile il 21 Marzo 1960 in una famiglia benestante, all’età di 13 anni inizia la sua carriera correndo con i Kart, specialità nella quale si rivela immediatamente il suo talento, infatti vince subito il campionato Juniores e negli anni a seguire vincerà sia il Campionato Sud Americano di categoria sia quello Brasiliano collezionando altri 6 titoli, nel 1981 esordisce alla guida di automobili vere nel Campionato Formula Ford 1600 e da questo momento fino al 1984, anno dell’esordio in F1, colleziona una serie incredibile di vittorie, giri veloci e pole position, saranno questi risultati a portarlo nella massima Formula alla guida di una Toleman-Hart con cui ottenne un mitico quanto inaspettato risultato al GP di Monaco, arrivando 2° sotto la pioggia e mostrando al Mondo intero tutta la sua classe, mentre altri Piloti molto più quotati, agitavano le braccia per fermare la corsa (Prost) e altri andavano a sbattere come Mansell o Niki Lauda che va su un marciapiede rompendo la sospensione, Senna macinava giro su giro recuperando in maniera IMPLACABILE su Alain Prost, la gara venne poi fermata al 32° giro e Senna arrivò 2° a 2 sec. dal Francese, sarebbe bastata un’altra tornata e la gara sarebbe stata sua; erano i tempi di Jean Marie Balestre Presidente della FISA (la moderna FIA) che osteggiò, e non poco, tutta o quasi, la carriera del Brasiliano anche perché, sembra, fosse molto amico di Prost.

Gli anni a venire sono storia, recordman di pole position e giri veloci, vincitore di ben 3 titoli mondiali con la McLaren, il suo nome diventa sinonimo di velocità pura alimentato da prestazioni super e sorpassi da cineteca, duelli portati al limite ed anche prestazioni frutto di ‘calcolo’, disciplina, studio, adrenalina, una classe infinita che suona una forte e dolce armonia attraverso tutto il corpo, che diventa un unico organo insieme alla macchina in una simbiosi perfetta tra CARNE, ANIMA E ACCIAIO, i tifosi lo acclamano impazziti ad ogni GP in un delirio generale, folle di ammiratori ne ammirano le gesta e commentatori TV restano increduli davanti ai microfoni, privi di parole e sbigottiti davanti a prestazioni incomprensibili alla mente umana…

Non dimenticherò mai quando dichiarò di nutrirsi solo di yogurt per dimagrire giusto quei 2-3 Kg che gli avrebbero permesso di essere leggermente più veloce…

Nel 1994 il suo nome si lega alla Williams sulla quale perderà purtroppo la vita il 1° Maggio 1994 in uno strano incidente ad Imola alla curva del Tamburello, week end funestato da un’altra tragedia, la perdita del pilota Roland Ratzenberger alla guida di una Simtek e da altri vari incidenti tra cui quello del giovane Barrichello. A causa di questi decessi la Magistratura Italiana aprì delle inchieste, in particolare quella sulla morte del Brasiliano portò all’assoluzione sia del Patron della Scuderia, Frank Williams sia del progettista Adrian Newey; fu invece riconosciuto colpevole di omicidio colposo il Direttore Tecnico Patrick Head il quale però non fu condannato in quanto il reato arrivò alla prescrizione, il processo, però, mise alla luce strani eventi, la sparizione della centraline elettroniche della vettura di Ayrton, e di alcuni fotogrammi della camera-car, fattori determinanti per l’accertamento della verità. In Brasile si proclamarono 3 giorni di lutto Nazionale e a San Paolo scesero in strada a commemorare il Campione e l’Eroe almeno 3 milioni di persone, lo sgomento attraversò il Globo intero per la perdita di un Uomo che seppe arrivare al cuore di moltissimi tifosi, anche di quelli che parteggiavano per altri Team; ci si rese così conto di quanto aveva perduto la F1 e il mondo dei motori e di come le corse da quel momento sarebbero state diverse, forse vuote…

Tuttavia la prematura scomparsa del Grande Pilota Brasiliano non ne fermerà la popolarità, tanto che ancora oggi egli è considerato una Leggenda della F1, ed esempio per lo stile di guida e per la trasparente personalità lontano anni luce dai ‘giochini di prestigio’, dalle frasi fatte e dalle ‘doppie personalità’ di molti suoi colleghi che da quel momento sarebbero state una costante nella Massima Serie; Senna è stato un Uomo che ha fatto della sincerità, della purezza, uno stile di vita, tanto spietato e letale in pista, quanto trasparente ed autentico fuori dalla vettura, ciò che un VERO UOMO DOVREBBE SEMPRE ESSERE, lontano da sotterfugi e furberie, da chiacchiere e polemiche, un Uomo dovrebbe parlare solo con i fatti e Senna è stato un esempio per tutti sotto questo aspetto, leale in pista e fuori, schietto, franco, autentico in un mondo che non lo era affatto, che non lo capiva e non voleva capirlo, un mondo intento a perseguire i suoi scopi economici e i suoi giochi di potere…

Vorrei ripercorrere gli aspetti dell’Uomo e del Pilota tramite le sue dichiarazioni che forse meglio lo rappresentano, lasciandogli idealmente la parola, conscio che ogni essere umano è unico, una sola ed irripetibile opera d’arte complessa e ricca di ogni possibile sfumatura…

“Correre, competere, è nel mio sangue, fa parte della mia vita”

 

“Non esiste curva dove non si possa sorpassare.”

 

“Non saprete mai come si sente un pilota quando vince. Quel casco nasconde sentimenti incomprensibili.”

 

“C’è una certa dose di rischio nelle corse automobilistiche e la F1, come sapete, fa parte di queste corse. Così quando guidi, fai le prove o corri sei esposto a dei rischi. Ci sono rischi calcolati e altri che provocano situazioni inaspettate. E tu puoi non esserci più, cosi, in una frazione di secondo. In questo modo capisci che tu non sei nessuno. All’improvviso la tua vita può finire. Ciò fa parte di questo mestiere, o lo affronti da professionista, in modo distaccato o altrimenti lasci perdere e smetti e si da il caso che io ami troppo quello che faccio per lasciare semplicemente perdere; non posso è parte della mia vita.”

 

“Sono un privilegiato, ho sempre avuto una vita molto bella. Ma tutto quello che ho ottenuto dalla vita l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obbiettivi , di vincere, nella vita, non come pilota. Perciò lasciate che vi dica che chiunque voi siate nella vita, sia che siate al livello più basso, o al più alto, dovete avere una grande forza e una grande determinazione e dovete affrontare qualsiasi cosa con grande amore e fede in Dio e un giorno raggiungerete i vostri obbiettivi e avrete successo.”

 

 

“Io voglio vincere sempre. L’opinione secondo cui la cosa importante è competere è un assurdità.”

 

“La pole position è come una gara di cento metri. Dai tutto quello che hai, in quel minuto, minuto e mezzo, trattenendo il fiato in certe curve, non respirando per bilanciare meglio la vettura, per aumentare la sensibilità. La carica di adrenalina è incredibile, da un secondo all’altro. Credo che sia il momento più grande, il più forte, il più alto… Ne ho già ottenute 52 e spero di conquistarne ancora. Ogni volta che ottengo una pole position, mi sento rinascere e voglio accaparrare la prossima, anno dopo anno, pole dopo pole”

 

“Ho bisogno di fare qualcosa di speciale. Ogni anno qualcuno vince un titolo. Io voglio fare di più.”

 

“I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità.”

 

“Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare e’ necessario anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me e’ uno dei principi della vita.”

 

“In parte perché ho ancora tempo davanti a me, sono certo che un giorno guiderò una rossa Ferrari, è uno dei miei sogni.”

 

“Pensi di avere un limite , così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto.”

 

“E’ strano. Proprio quando penso di essere andato il più lontano possibile, scopro che posso spingermi ancora oltre.”

 

“Non ho idoli. Ammiro il duro lavoro, la dedizione e la competenza.”

 

“La vita è troppo breve per avere dei nemici.”

 

“Se un giorno dovessi avere un incidente che mi dovesse costare la vita vorrei che fosse sul colpo. Non vorrei passare ore a soffrire in ospedale o passare il resto della vita in una sedia a rotelle. Io voglio vivere intensamente perché io sono una persona intensa.”

 

Ogni qual volta vedo le sue immagini, le sue gesta, o leggo le sue dichiarazioni, un brivido percorre il mio corpo, Senna ci è mancato e ci mancherà per sempre, vorrei oggi ricordarlo come si ricorda un proprio caro.

 

Marco Asfalto

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