A Wheels&Heels si racconta Nicoletta Deidda

Una donna determinata e appassionata, che lotta per il suo sogno e lo vive in pista, a Wheels&Heels si racconta Nicoletta Deidda, conosciamola insieme!

  • Ciao Nicoletta , di cosa ti occupi. Se parliamo di motori e motorsport in cosa è impegnata  Nicoletta Deidda attualmente.

A parte la situazione lavorativa di tutti i giorni, in cui ho avuto recentemente una breve esperienza in un ambito legato ai motori, il motorsport nella mia vita è legato all’attività di navigatrice e pilota rally, ho partecipato a diversi rally e il mio sogno è poterne fare sempre di più nella mia terra e anche al di fuori dell’isola.

  • Racconta a Wheels&Heels come è nata la tua passione per le auto e il mondo rally? Raccontaci della tua carriera e ricorda con noi quello che ti ha dato maggiori emozioni.

Io ero residente ad Arzachena, conosciuta perché da li passava il rally Costa Smeralda. Il Parco Assistenza del rally  era nel piazzale dell’ alberghiero e quindi io non andavo a scuola. Ovviamente mamma lo sapeva che se c’erano le macchine io a scuola non entravo e non potendo andare a vedere le prove, non avendo auto essendo minorenne, l’unica cosa che potevo fare era vedere le macchine in assistenza e in trasferimento da una prova all’altra.  Io guardavo  le macchine che passavano e mi ricordo solo Piero Longhi, io  tifavo per lui, tutto è iniziato da li. Successivamente io e la mia famiglia siamo tornati ad Olbia, i miei genitori sono tornati in paese , noi siamo originari di San Giovanni Suergiu, inoltre  mi sono trasferita li  perché lavoravo ad Olbia.

Grazie al  lavoro mi sono potuta comprare la mia prima macchina, una DS3 gialla, ce ne sono pochissime in giro,  e da li ho iniziato a pensare di partecipare a dei raduni.  L’unica cosa però era che i raduni o le associazioni che potessero organizzare dei raduni di DS3 erano fuori dall’isola quindi mi sono chiesta cosa avrei potuto fare… Ho creato cosi la pagina su Facebook del “DS3 Sardegna” e ho iniziato a contattare tutte le concessionarie qua in Sardegna. Io ho acquistato la macchina a Marzo 2011 e a maggio 2011 è nato il club cosi che a ottobre c’è stato il primo raduno nell’isola grazie alla collaborazione della concessionaria di Olbia che è Autoplus.

Da lì è iniziato tutto, ho iniziato a contattare sponsor,  anche perché volevo realizzare magliette, adesivi e un po’ di cose e il raduno principale è stato organizzato nel 2012 quando mi sono proposta di realizzarlo dentro il mondiale rally Italia Sardegna, cosi ho contattato un po’ di amici, mi sono presentata nelle aziende a chiedere sponsor raccontando del mio progetto.  C’è stato qualcuno che ovviamente mi ha detto di no, invece qualcuno che anche se non mi conosceva, ha accettato di aiutarmi, cosi  ho fatto le locandine, che sono uscite ancor prima di quelle del rally, e abbiamo fatto questo raduno, con le magliette per i partecipanti, ho inoltre contattato Citroën Italia per chiedere  i pass per entrare al Paddock e alla premiazione, ogni anno contatto loro per i pass da dare a tutti i partecipanti.

Il divertimento è tanto, la compagnia cresce e partecipano anche ragazzi da fuori dall’isola, il raduno è andato benissimo e uno di questi sponsor che correva le gare di rally vedendo tutto quanto avevo organizzato e seguito, mi ha detto se volevo correre con lui.

Io ovviamente non avevo mai fatto gare, ma  la voglia di correre c’era e ho iniziato a pensare  che il mio sogno forse si poteva avverare.  Mi ha aiutato lui,  mi ha aiutato qualcun altro che comunque corre, mi ha aiutato un altro equipaggio sulla teoria, sui controlli orari, mi ha spiegato la parte tecnica , la parte delle note e cosi abbiamo iniziato a organizzare il mio primo rally da navigatrice su un’Opel Astra GSI con Fabio Modde, il debutto è stato a marzo 2013 al Ronde Rally Terra Sarda  ad Arzachena.

Da li ho iniziato a correre, ho fatto diverse gare da navigatrice durante l’anno anche con altri, sono uscita anche fuori dall’isola, sono andata a correre il Ronde Aci Brescia con una Clio RS di Antonio Cotrino e poi mi sono fermata, perché dopo l’alluvione di Olbia del 3013, ho fatto delle foto con la mia Ds3 perché era un periodo di crisi per diversi motivi anche personali e cosi con un amico che si stava avvicinando alla fotografia, ho  realizzato queste foto,  che pubblicate su facebook hanno scatenato domande  e richieste di realizzare un calendario.

Così ho iniziato a stampare 30 copie e 30 copie le ho vendute e da lì ho detto perché tenermi i soldi per me quando posso aiutare qualcuno,  allora facciamo che il ricavato andrà alle  famiglie colpite dall’alluvione.  Mi sono mossa a cercare famiglie della zona più colpita, anche con bambini magari disabili proprio vicino al fiume e ho venduto  130 copie di cui 55 spedite in tutta Italia, una  in Qatar e due in Svizzera.  L’anno dopo ho ripetuto lo stesso perché è purtroppo avvenuta un’altra alluvione nella stessa zona,  stavolta con l’aiuto di Citroen Italia che mi ha aiutato con la vendita dei calendari e OMP Racing che mi ha fornito tutto l’abbigliamento, il calendario è stato venduto in 230 copie, 55 spediti in tutta Italia, uno in Olanda e due in Svizzera.

  • Cosa consigli di fare a chi vuole intraprendere questa strada, soprattutto alle donne che hanno questo sogno? Parlaci anche della esperienza con il “Rally Italian Talent”, conosciamolo insieme

Allora per le donne che vogliono anche loro inserirsi nell’ambito motori, partecipare alle gare, fare il rally come navigatore e anche come pilota perché, possano partire come me, che alla fine sono partita da un sogno e sono riuscita ad arrivare! Io ho partecipato nel 2014 alla prima edizione del Rally Italian Talent ma  ho fatto prima 4 gare poi ho partecipato a un corso di navigatore piloti indetto qua in Sardegna che si chiama corso navigatore piloti di Alberto Ganau  che hanno organizzato la LRT di Nicola imperio con la collaborazione di Carlo Cassina.

E’ stato un  bel corso  ben programmato sia per piloti  che per navigatori dove ti spiegano sia la teoria che la pratica, è fatto molto bene, molto formale ed è utile anche quando hai già fatto una gara, perché tutto entra ancora più  in testa e capisci maggiormente che cosa hai fatto e il motivo. Serve  sempre un corso,  che sia organizzato da un ente esterno o  da qualche altra organizzazione come il Rally Italian Talent che continua a esserci e ne sono molto contenta, lo consiglio. Partecipare al talent è stato bello e importante,   su 5000 partecipanti sono arrivata tra i primi 20 i navigatori alla prima edizione e sono veramente contenta perché  ci sono stati tanti ragazzi molto talentuosi, molto bravi.

Questo è un inizio  e  direi buttatevi,  continuate e fare tutti i corsi possibili, chiedete sempre perché io chiedevo anche i miei colleghi piloti navigatori ogni volta che avevo qualche dubbio. Dopo il talent ho avuto tante richieste di aiuto da parte di ragazze e di ragazzi, anche  fuori dalla Sardegna che mi chiedevano com’era il talent, come è organizzato,  se potevo aiutarli a capire le note, che cosa era il controllo-orario. E’ difficile spiegarlo per telefono perché comunque non sei faccia a faccia e far capire come funziona non è semplice ma alla fine a coloro a cui ho dato supporto hanno partecipato al talent e alcuni sono arrivati anche in finale, magari non hanno vinto però con i miei consigli sono arrivati alla fine.

Sono soddisfatta e contenta di poter aiutare quelli che vogliono iniziare con questa attività. Per le ragazze è un po’ strano sentire una ragazza che fa il navigatore, per alcuni sembra strano. E’ bello vedere delle donne appassionate, noi abbiamo spesso il bastone tra le ruote, soprattutto da maschi, perché si sentono ostacolati e,  da quando ho iniziato  e continuo a correre, non ho avuto niente facile, niente che non abbia potuto fare con tranquillità quindi mi sono dovuta tirare su le maniche e andare avanti cercando di non mollare mai.

  • Hai mai pensato ad esperienze in circuito?

Non ho mai pensato a nessuna esperienza in circuito Però non mi dispiacerebbe ovviamente così ti direi che io amo la terra, Infatti ho iniziato a correre da pilota sulla terra, non ho mai fatto uno slalom, non ho mai preso in mano la prima macchina rally che ho preso la 206 ed è stato sulla terra, non l’ho vista praticamente andare su asfalto. Mi sono buttata e tutti mi hanno dato della pazza perché ovviamente non sapevo come si potesse usare una macchina da rally, non sapevo la stipula delle note, le ho solo scritte su indicazione del  pilota. La mia prima gara è stata molto difficile anche perché ero con Silvia Caddeo ed anche lei era la prima gara.

Quindi anche lei non sapeva come fare, io aiutavo lei perché comunque sapevo cosa doveva fare, per la stesura note diciamo poco aiuto, se non di un altro pilota che nelle ricognizioni è voluto salire in macchina con me per vedere se poteva aiutarmi. Li ho iniziato a capire che forse mi serviva qualche corso ma ho deciso di buttarmi, ho fatto un rally su terra davvero complicato, era molto tecnico, tante prove molto lunghe di due giorni però dai ci sono riuscita. Il circuito è interessante , se mi propongono di farmi una campionato perché no, ovviamente di testa se devo spendere e cercarmi sponsor,   preferisco andare su terra, ma tutta è esperienza e tutto serve e secondo me è una cosa nuova che si potrebbe provare

  • Hai creato anche “Donne Motori Sardegna” spiegaci di cosa si tratta, cosa ti ha spinto a realizzare questo progetto e gli obiettivi futuri

“Donne Motori Sardegna” nasce perché  volevo raggruppare un po’ le donne della mia regione che  sono legate al Motorsport perché siamo tante, magari qualcuno non corre più ma è giusto poter conoscere la loro carriera.

Raggrupparci può servire sia per le ragazze che iniziano, sia per chi ha abbandonato per poter tornare e perché no far venire la voglia anche a  quelle che non ci hanno mai pensato. Io pensavo che fosse solo un sogno salire su un auto, pensavo di potermi avvicinare e poter entrare solo per una foto e invece ci sono riuscita, sono entrata dentro la macchina e sono stata al lato di destra ,ma per tenacia e determinazione anche a quello di sinistra.

Diciamo che Donne Motori Sardegna serve a questo, serve a farci conoscere, serve a far entrare nel mondo  tutte le donne che vogliono intraprendere questa esperienza a farci un po’ di pubblicità perché comunque noi donne siamo anche un po’ sottovalutate, facciamo tanto, partecipiamo ma spesso i giornali non ne parlano, solo ora si inizia un po’ di più. Quando vedo questo silenzio, prendo e  faccio l’articolo su Donne Motori Sardegna. Per esempio c’è una Virginia Moncini che ha iniziato a correre con i kart su ghiaccio, che non è una cosa da tutti ed è giusto far un pò di  pubblicità, cosi come a una Francesca Carta, che dopo due  anni di stop ritorna correre come Navigatrice.  Per me le donne devono essere sempre in primo piano e quindi in questo modo possiamo farci pubblicità a vicenda.

  • Il mondo delle auto è un mondo che nasce maschile, ma ora per passione e competenze le quote rosa stanno aumentando, spiegaci un po’ la tua esperienza tra difficoltà e vantaggi, collaborazione e conflitti con la sfera maschile, come ti trovi? Hai qualche aneddoto da raccontarci?

Ci siamo e ci sono tante donne che si vogliono far rispettare. Ti racconto un aneddoto, quando ho fatto la gara con Elisa o con Silvia, siamo sempre state l’unico equipaggio femminile,  in partenza al rally del Vermentino non mi funzionava il freno a mano e ho parcheggiato in salita prima della pedana di partenza.  Ovviamente volevo salutare anche gli amici, quindi si andava un po’ lente, ho parcheggiato un po’ di traverso la macchina e mi sono appoggiata con la ruota posteriore sul marciapiede per  fermarla, perché comunque non avendo freno a mano dovevo trovare qualche altro modo per fermare l’auto.

Tutti  mi criticavano che avevo parcheggiato storta, dicendo che avevo fatto cosi perché ero una donna, io alla fine li ho lasciati parlare e poi all’ultimo che mi ha detto una cosa del genere,  gli ho risposto che con questa problematica non potevo parcheggiare come di solito, ma dovevo fermare la macchina in qualche modo. Diciamo che facciamo il possibile per farli  stare zitti, quando dicono “donna al volante pericolo costante” rispondo che ho visto parecchi maschi che sono un pericolo! Diciamo che la competizione c’è e c’è l’invidia,  perché secondo me hanno paura che noi possiamo arrivare a far meglio di loro. L’esperienza sicuramente fa molto, per esempio noi facciamo meno gare, se ne facessimo di più, credo proprio che a qualche  maschietto potremmo far abbassare la cresta! Non molliamo mai.

  • Far combaciare vita lavorativa e quotidiana è sempre difficile, a maggior ragione se ci sono trasferte, weekend di gara, di raduni come riesci a conciliare il tuo lavoro e la tua vita “da donna”?

Sì diciamo che è difficile , si prendono le ferie o comunque si trova un escamotage , mi conservo le ferie e  rinuncio a dei possibili viaggi,  faccio le ferie solo per correre che è  quello che mi piace, è quello che vorrei sempre fare  nella mia vita.  Per la vita prettamente femminile, nulla di particolare,  esco con gli amici come fanno tutti, ogni tanto mi vadono stressata perché se devo fare dalle gare devo cercare gli sponsor quindi mi vedono una volta a settimana, perché appena posso vado a cercare sponsor,  mando email, sono sempre attiva su più fronti, meno male che siamo donne e riusciamo a fare più cose contemporaneamente e in poco tempo.

  • Nicoletta tra ieri e domani…una  vittoria già conquistata e un sogno per il futuro

Una vittoria già conquistata è quella di essere riuscita a correre la mia prima gara da Pilota, non amo lasciare a metà le cose, io sono una persona che se inizia una cosa, la devo finire. Anche l’anno scorso,  ho fatto il Vermentino, ho cercato gli sponsor, mancava una settimana e mezzo e stavo per mollare , non avevamo tutto il budget e mi sono detta “perché arrivare fin qui e poi mollare, non è da me” quindi ho continuato a cercare e alla fine sono riuscita  il giorno prima della scadenza delle iscrizioni, è stata una vittoria chiamare Elisa e dirle di fare il biglietto perché correvamo, è stata una cosa bellissima!

Sono soddisfazioni perché comunque ci sono riuscita da sola, come sempre, i miei genitori purtroppo non possono sostenermi, non chiedo niente per il mio sport, non utilizzo il mio stipendio perché mi serve per pagare tutte le spese varie, quindi per forza per correre devo cercare sponsor. Un’altra vittoria è stata quella del calendario, aver continuato e aver consegnato il ricavato. Per il futuro il mio sogno sarebbe correre il mondiale rally Italia Sardegna oppure anche un campionato su terra. Mi piacerebbe correre il Race Day, sono 5 gare fuori dall’isola. È un mio sogno,  speriamo che magari quest’anno qualcuno mi aiuti e mi faccia correre.

  • Cosa ne pensi dell’attuale ruolo delle donne nel mondo dei motori e del motorsport?

Vedo che le donne ora sono sempre più presenti nel mondo dei motori,  abbiamo conosciuto in passato le donne nella Formula 1 come ombrelline invece ora sono impiegate in diverse attività, le vediamo nelle vesti di direttore di gara, meccanici, ingegneri. Le donne secondo me si stanno muovendo e stanno iniziando  ad amare sempre di più il Motorsport e avendo passione per questo mondo  riescono a fare tutto. Vedo poi tante giornaliste, ce ne sono una marea che amano il motorsport e che comunque sono legate ai motori,  poi dalla giornalista si può iniziare a correre, a fare il rally, si partecipa a qualche gara.

  • In ultimo scrivi una frase che ti rappresenta

La frase che mi rappresenta è l’hashtag che uso sempre e che dall’ultima gara che ho fatto da pilota, quella del Vermentino lo scorso anno (che era per il campionato italiano rally terra). Ho scritto con un pennarello sul montante della mia parte, proprio sopra i nomi, l’hashtag “Mai mollare” perché è qualcosa che mi rappresenta, che ci rappresenta, soprattutto per quella gara perché ho cercato e  trovato le risorse finanziarie e la gara l’ho fatta lo stesso, purtroppo non è andata benissimo perché sono uscita fuori strada quindi ci siamo fermate.

Nonostante questo è stata una grande soddisfazione essere nell’elenco iscritti, aver visto tutte le prove, alcune  erano prove del Rally Italia Sardegna quindi c’era anche la PS Terranova. Ho fatto un salto sulla Terranova che Andreucci e Andreussi non hanno fatto, era un salto veramente pericoloso. Abbiamo fatto show con il portellone che si apriva in ogni curva e si chiudeva sui dossi, ci siamo divertite da matte, non abbiamo finito ma ci riproveremo sicuro..perchè in tutto non bisogna “mai mollare”!

Grazie della partecipazione a Nicoletta che si è raccontata a Wheels&Heels!

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